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Ciao Bucarest

A

PROPRIETÀ ITALIANE

Un fatto forse meno noto al pubblico è che lo Stato italiano possiede alcune proprietà immobiliari a Bucarest.

Che si tratti di parchi o edifici con altra destinazione, tali proprietà si integrano con eleganza nel paesaggio urbano e contribuiscono all’eredità architettonica della città (la Chiesa Italiana, la Residenza dell’Ambasciatore d’Italia), al suo sviluppo culturale (l’ex Scuola Italiana) e alla vita urbana quotidiana (il parco Nicolae Iorga).

edifici ufficiali

RESIDENZA DELL’AMBASCIATORE D’ITALIA

L’edificio, inizialmente di proprietà della famiglia Stolojan-Brătianu e in seguito abitato da un facoltoso commerciante norvegese, fu acquistato dallo Stato italiano nel 1920 e adibito a Residenza dell’Ambasciatore d’Italia a Bucarest, destinazione che mantiene tutt’oggi.

Dopo l’acquisto, la sede fu sottoposta a vari lavori di rifacimento con cui si attribuì alla parte esterna dell’edificio una monumentalità in stile italiano. Negli anni ’30, la villa venne modificata dall’architetto fiorentino Gherardo Bosio, il quale semplificò la parte esterna (conservandone tuttavia la simmetria), attribuendo così all’edificio un aspetto più sobrio. L’altezza dell’attico e il tetto non pronunciato definiscono un volume piatto, tratto caratteristico del modernismo italiano. La recinzione sulla strada, ricca di spaccati e ornamenti, lascia intravedere il giardino antistante la facciata. L’ingresso avviene attraverso un portico che dà su Strada Henri Coandă.

La solidità dei lati e della parte posteriore dell’edificio è alleggerita dal ricorso a un cordolo orizzontale posto sotto la linea delle finestre del primo livello. Seguendo i canoni del Rinascimento, nelle facciate laterali vi è stato un riempimento dei vuoti mediante la costruzione di un numero superiore di finestre (la cui dimensione si riduce in proporzione con l’altezza) al primo livello rispetto al secondo livello. L’area esterna, uno spazio silenzioso che si anima in occasione dei ricevimenti ufficiali, è caratterizzata dalla fontana posta in asse con l’edificio e dalle piante ad alto fusto poste ai bordi del terreno. Alla base delle scale verso l’ingresso posteriore vigilano due soldati romani in pietra.

La simmetria, caratteristica tipica degli immobili monumentali, contraddistingue tanto le facciate quanto lo spazio interno della Residenza. Quest’ultimo combina armoniosamente l’atmosfera classica conferita dagli elementi decorativi e dagli arredi in stile barocco ed eclettico con l’atmosfera sobria del modernismo interbellico. L’arredamento e gli elementi decorativi in legno, insieme al pavimento e ai tappeti, creano un ambiente intimo e accogliente. I candelabri e le luci integrano la composizione interna e sottolineano tanto il centro quanto i lati dei saloni. I vuoti delle porte hanno grandi dimensioni, proporzionati all’altezza delle stanze, e offrono prospettive su più livelli.

Dal punto di vista planimetrico e dell’organizzazione spaziale, un salone centrale con scalone d’onore determina la distribuzione dello spazio verso le stanze al piano superiore, diviso in appartamenti spaziosi. L’anticamera del salone centrale stupisce per la piacevole alternanza dei materiali e dei colori, che invitano all’esplorazione. L’ampiezza dello spazio centrale è enfatizzata dall’altezza dei due livelli dell’immobile e dallo spettacolare lucernario, elemento caratteristico dell’architettura razionale. Lo studio è arredato su tutti i lati con una biblioteca di legno massello che si erge fino alle gallerie delle finestre, attribuendo allo spazio un aspetto accademico. La sala da pranzo è luminosa e dai colori esotici; i mobiletti disposti lateralmente e i quadri ai muri in stile museale fanno di questo spazio un salone molto importante della Residenza.

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CONSOLATO GENERALE D’ITALIA IN ROMANIA

Nel 1923, il Comune di Bucarest cedette allo Stato italiano un terreno sito all’angolo delle vie Arhitect Ion Mincu e Barbu Ștefănescu Delavrancea, per costruirvi una nuova Scuola Italiana.

Con un atto del 1930, il contratto di cessione fu modificato, la destinazione iniziale mutò e il terreno venne destinato alle istituzioni culturali italiane per programmi di svago della comunità italiana. Il terreno fu così assegnato alla GILE (Gioventù Italiana del Littorio all'Estero), che lo usò come campo sportivo e vi costruì un padiglione adibito a spogliatoio. Nel corso degli anni, il padiglione venne ampliato e utilizzato come alloggio per i "corrieri diplomatici” e per un sorvegliante.

L’edificio, allargato ulteriormente, è poi divenuto Cancelleria Consolare dell’Ambasciata, funzione che mantiene tutt’oggi. Fino all’ingresso della Romania nell’Unione europea, avvenuto nel 2007, questa struttura è stata una delle più conosciute della città, a causa dell’enorme quantità di pratiche relative ai visti di ingresso in Italia che gestiva.

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altre proprietà

SCUOLA ITALIANA

La vecchia Scuola italiana è un monumento di Bucarest che non esiste più. Era stata costruita su progetto dell’architetto italiano Giulio Magni nello stile dell’accademismo rinascimentale, con influenze liberty.

La sua costruzione fu finanziata personalmente da Luigi Cazzavillan, giornalista romeno di origine italiana. La scuola divenne proprietà dello Stato italiano nel 1902. L’ingresso nell’edificio, le cui facciate davano sulle vie Transilvaniei e Luigi Cazzavillan, avveniva attraverso il cancello monumentale, salendo le scale di marmo. Si arrivava in un’ampia hall di ricevimento, dalla quale iniziavano i corridoi verso la sala per le feste e le sale studio. Il giardino posteriore era molto ben curato. L’edificio fu successivamente ampliato in via Transilvaniei.

L’inaugurazione della scuola rappresentò un evento molto importante per le relazioni romeno-italiane e per gli italiani di Bucarest, i quali riuscirono così a istituzionalizzare una parte della vita della collettività. A partire dal 1906, la scuola ha offerto corsi gratuiti di lingua italiana ed è diventata, nel corso dei decenni, un’importante istituzione culturale di Bucarest. L’edificio subì numerosi danni durante i terremoti del 1940 e 1977. Nel gennaio del 1991, a causa delle condizioni di degrado in cui versava l’immobile (anche a causa dei suddetti terremoti) e dopo aver escluso la fattibilità di un suo restauro, la Scuola Italiana fu demolita. Oggi, il terreno è recintato.

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LA CHIESA ITALIANA ”PARROCCHIA DEL SANTISSIMO REDENTORE”

La Chiesa Italiana “Parrocchia del Santissimo Redentore” fu costruita tra gli anni 1915 e 1916 su un terreno donato dalla municipalità di Bucarest alla comunità italiana.

Il progetto fu realizzato dagli architetti italiani Mario Stoppa e Giuseppe Tiraboschi e alla costruzione contribuirono finanziariamente il Re d’Italia Vittorio Emanuele II, il Papa Benedetto XV, l’Ambasciatore d’Italia Carlo Fasciotti e vari connazionali. Prima della sua costruzione, le messe si celebravano in una cappella edificata nel 1914 su Strada Luigi Cazzavillan.

Lo stile della costruzione è quello delle chiese dell’Italia settentrionale (tardo romanico lombardo), ispirato alla basilica di “Santa Maria della Grazie” di Milano. Le caratteristiche dello stile romanico sono evidenti soprattutto in alcuni elementi gotici e art déco. La chiesa ha una cupola centrale e tre navate a forma di basilica, mentre la parte esterna è in mattoni. L’edificio ha un campanile con tre campane e una canonica che comprende l’abitazione del parroco, la cancelleria, la sala di prove per il coro e un cortile. La costruzione è stata consacrata il 2 luglio 1916 dall’Arcivescovo Raymund Netzhammer.

All’interno sono presenti diverse pitture di angeli e una cupola ottagonale centrale, con affreschi e vetrate. L’arcata del presbiterio stupisce per l’impressionante affresco, raffigurante varie importanti chiese italiane e i loro santi patroni. Al centro domina il Redentore, a cui la Chiesa è dedicata. L’altare è in marmo di Carrara. Il pavimento, le balaustre e le porte sono donazioni dei fedeli. Il regime comunista, al potere in Romania dal 1945, perseguitò i rappresentanti della Chiesa Italiana e chiuse il luogo di culto dal 1951 al 1967. La parziale riapertura della Chiesa avvenne nel 1967, limitandone l’utilizzo a sole cinque cerimonie liturgiche l’anno. Tra il 1951 e il 1989 la casa parrocchiale venne trasformata in Scuola. La chiesa fu completamente riaperta nel 1990 (dopo la caduta del regime comunista), ripristinando anche la funzione originale della casa parrocchiale.

La chiesa è stata colpita dai terremoti degli anni 1940, 1977 e 1986 e riparata dopo ciascuno di essi. La pittura a destra del presbiterio raffigura Papa Giovanni Paolo II e l’Ambasciatore d’Italia dell’epoca, Ernesto Quintino Bolasco (con l’armatura da cavaliere), al termine dei lavori di consolidamento resisi necessari a seguito del terremoto. La pittura a sinistra del presbiterio fa parte della decorazione originale: la presenza dello scudo della Casa Savoia, regnante in Italia all’epoca, accanto alla Lupa Capitolina e alla bandiera dell’Italia, celebrano il contributo dello Stato italiano all’edificazione del luogo di culto. La lunetta attorno al rosone è stata dipinta nel 1982 su piastrelle monocrome e rappresenta la scena drammatica del crollo degli edifici ubicati attorno alla Chiesa durante il terremoto del 4 marzo 1977.

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PARCO NICOLAE IORGA

Il parco Nicolae Iorga è un’oasi tranquilla e discreta nella frenesia del traffico intenso di Calea Victoriei.

Si tratta di uno spazio verde rilassante, ornato con tre monumenti. Al centro si trova il busto del poeta romeno Nichita Stănescu, realizzato nel 1984. Vicino al busto è presente una grande croce in marmo bianco, un tabernacolo del 2011 con una triplice dedica: al grande storico Nicolae Iorga, ai caduti della Nazione e al Legno della Santa Croce della chiesa San Basilio Magno, che si trova nelle vicinanze. Verso la Strada Nicolae Iorga si trova il busto di Ion Ghica, diplomatico e uomo politico romeno. Esso è collocato da oltre un secolo di fronte al Palazzo Ghica-Grădișteanu, sontuosa residenza della fine del secolo XIX.

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CIMITERO MILITARE ITALIANO

Il terreno sul quale si trova il cimitero fu dato in concessione all’inizio degli anni ‘20 all’Addetto per la Difesa della Legazione Reale italiana da parte della Società delle Sepolture dei Caduti.

Si tratta di una serie di lotti vicini al cimitero Ghencea e siti davanti al Cimitero dei Caduti romeni. Il terreno divenne proprietà dello Stato italiano nel 1926 e fu destinato alla sepoltura dei soldati italiani caduti sul territorio romeno durante la Prima Guerra Mondiale (1914-1918).

Riposano nel cimitero 1674 soldati della Prima Guerra Mondiale e 23 della Seconda Guerra Mondiale. Le salme vennero trasferite da varie città della Romania a partire dal 1920 e fino al 1940. All’inizio, le tombe erano segnate con croci di legno, sostituite nel 1928 con quelle in marmo esistenti oggi. Nel 1929 fu eretto un monumento-ossuario al centro del cimitero, opera degli architetti Stoppa, Toma e Santalena, sotto il quale riposano 400 militi ignoti. Dopo il 1940, vi furono seppelliti 16 soldati del Corpo di Spedizione Italiano in Russia, deceduti durante i trasferimenti verso e dal fronte russo, nonchè piloti e istruttori di volo dell’Italia deceduti durante i bombardamenti dell’aeroporto Bucarest-Băneasa. Nel 2011, da Galaţi, vi sono state trasferite le salme di altri 13 soldati.

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B

PALAZZI

L’influenza dell’architettura italiana sugli edifici di Bucarest ha conosciuto due tappe: classica (XIX Secolo e inizio del XX Secolo) e razionalista (periodo interbellico).

Le influenze classiche si richiamano al mondo antico con tratti convenzionali come le colonne, i frontoni o gli elementi scultorei, ma anche i piani e le facciate simmetriche. Le influenze razionaliste anticipano lo stile funzionalista specifico dell’architettura totalitaria esportata dall’Italia negli anni ‘20-’40. Le linee moderniste sono ridotte all’essenziale, a volte con accenti art déco, mantenendo comunque un approccio neoclassico monumentale, con la messa in risalto dei registri verticali che simboleggiano il potere dello Stato.

influenze classiche

PALAZZO MOGOȘOAIA

Attorno al 1702 il principe Constantin Brâncoveanu fece costruire un palazzo alla periferia di Bucarest in stile Brâncoveanu, con elementi di matrice classica italiana, come la facciata verso il lago, sulla quale si apre una sorprendente loggia di ispirazione veneziana.

Dopo il 1714, il palazzo venne trasformato in locanda e depredato dagli ottomani durante la guerra russo-turca del 1768-1774. La rivoluzione del 1821 danneggiò ulteriormente l’edificio, che venne occupato dai soldati valacchi (soldati dell’esercito irregolare della zona della Muntenia) comandati da Tudor Vladimirescu. L’edificio venne restaurato tra gli anni 1860 e 1880 e la principessa Martha Bibescu iniziò un nuovo restauro a partire dal 1912.

Durante la Prima Guerra Mondiale, i lavori di restauro si fermano per poi essere ripresi da Martha Bibescu nel 1920. Il palazzo venne inaugurato di nuovo nel 1927, anche se alcuni lavori di ristrutturazione interna continuarono fino al 1935. Durante la Seconda Guerra Mondiale, l’edificio fu il luogo d’incontro dei diplomatici alleati. Il palazzo divenne proprietà dello Stato romeno nel 1949. Purtroppo in tale periodo le collezioni d’arte vennero trafugate. A partire dal 1977 iniziò un nuovo restauro, che ha dato al palazzo il suo aspetto attuale. Oggi l’edificio ospita il Museo d’Arte Brâncoveneasca ed è un importante luogo di attrazione turistica.

Durante la Prima Guerra Mondiale, i lavori di restauro si fermano per poi essere ripresi da Martha Bibescu nel 1920. Il palazzo venne inaugurato di nuovo nel 1927, anche se alcuni lavori di ristrutturazione interna continuarono fino al 1935. Durante la Seconda Guerra Mondiale, l’edificio fu il luogo d’incontro dei diplomatici alleati. Il palazzo divenne proprietà dello Stato romeno nel 1949. Purtroppo in tale periodo le collezioni d’arte vengono rubate e smarrite. A partire dal 1977 iniziò un nuovo restauro, che ha dato al palazzo il suo aspetto attuale. Oggi l’edificio ospita il Museo d’Arte Brâncoveneasca ed è un importante luogo di attrazione turistica.

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PALAZZO ROMANIT

Il palazzo fu costruito intorno al 1812 e, poco tempo dopo, divenne proprietà dell’uomo d’affari greco Grigore Romanit. Quest’ultimo finì la costruzione e l’arredò con interni lussuosi.

Dopo la morte di Romanit nel 1834, l’edificio venne affittato al principe Alexandru D. Ghica, il quale vi stabilì la Cancelleria, una sorta di ufficio per i reclami. Nel 1836, il palazzo fu acquistato dallo Stato e assegnato inizialmente agli uffici della Corte Amministrativa. Verso la metà del XIX Secolo, vi viene trasferito il Ministero delle Finanze.

Al momento della proclamazione del Regno di Romania nel 1881, si decise che tale Ministero necessitava di uno spazio più grande. L’edificio iniziale venne ampliato fino al 1884 con due nuovi corpi disposti a forma di “U”, i quali compongono la corte d’onore su Calea Victoriei. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, il Ministero delle Finanze si trasferì e nel palazzo venne ospitato il Museo delle Collezioni d’Arte, sezione del Museo Nazionale d’Arte di Romania. Questo museo riunisce in un solo posto le donazioni fatte nel corso di decenni da vari collezionisti. Ogni corpo del palazzo ha un volume centrale distaccato, in corrispondenza con le viuzze della corte d’onore. La sua sistemazione è marcatamente geometrica, richiamando espressamente lo stile italiano definito dall’assialità. Anche il bugnato del pianterreno, con i suoi grandi vuoti che consentono l’accesso alla strada, e le differenze di decorazione e altezza tra i due livelli dell’edificio, rispondono ai canoni dettati dallo stile italiano.

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PALAZZO ȘTIRBEI

Costruito tra gli anni 1833-1835 da Barbu Știrbei, principe della provincia storica della Valacchia, il palazzo divenne rapidamente un’attrazione della città.

Nel 1881, vennero aggiunte le quattro cariatidi al secondo piano della facciata, nonchè la torre di nord-est, le quali alterano la simmetria della costruzione iniziale e allo stesso tempo conferiscono una nota di unicità. Nel frattempo, il palazzo acquisisce fama grazie agli esclusivi balli organizzati nei suoi saloni.

Sotto il profilo architettonico, il Palazzo Știrbei si ispira allo stile neoclassico italiano, con facciate simmetriche ornate da colonne e finestre con frontoni. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, fu preso in consegna dallo Stato e trasformato nel 1948 nel Museo d’Arte Popolare, poi in quello della ceramica e del vetro. All’inizio degli anni 2000, gli eredi recuperarono il palazzo e lo vendettero nel 2005. Recentemente è stata proposta la costruzione di un immobile alto dietro l’edificio, progetto fino ad oggi non attuato.

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PALAZZO GHICA-TEI

Il Palazzo Ghica-Tei si trova sulla riva del lago del parco Plumbuita. Fu iniziato dal principe Grigore Dimitrie Ghica nel 1822 e ultimato nel 1832 dall’architetto catalano-romeno Xavier Villacrosse.

Nel 1833, si aggiunse la Chiesa Ghica-Tei. L’edificio è concepito in stile neoclassico italiano, con alcuni elementi derivanti dal Rinascimento francese, in conformità con la tendenza di occidentalizzazione dei Principati Romeni del XIX Secolo. Il palazzo è la più antica residenza principesca di Bucarest conservata intatta. Nel pieno rispetto dello spirito dello stile classico italiano, l’edificio è sobrio e simmetrico. Il trattamento dei volumi laterali ricorda un tempio classico (con frontone, architrave, colonne, ecc).

L’ingresso dal cortile anteriore è cinto da leoni scolpiti e il cornicione superiore è decorato con un altorilievo rappresentante due torri e due bandiere. Al di sotto si possono ammirare i timpani decorati con sei ninfe alate, ispirate alle figure del fregio della caserma Pavlovsk di San Pietroburgo. Il cancello verso il palazzo è incorniciato da due aquile di pietra e il cortile è delimitato dagli alti tigli delle viuzze. Il giardino posteriore ha la funzione di giardino interno e apre un’ampia vista verso il lago. Il palazzo Ghica è conservato nella sua forma iniziale (l’ultimo restauro importante è datato al 1978). L’edificio è stato utilizzato anche come Prefettura del distretto di Ilfov e come sede del Ministero della Sanità e, a partire dagli anni ‘70, qui è stato aperto un ristorante. Attualmente è una sede per eventi.

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UNIVERSITÀ DI BUCAREST

Il corpo centrale dell’Università di Bucarest fu costruito negli anni 1857-1869 dall’architetto Alexandru Orăscu.

Lo stile neoclassico adottato ha evidenti influenze italiane, che si notano soprattutto nel frontone con bassorilievi. Questi raffiguravano la Dea Minerva che cinge le arti e le scienze mediante l’offerta di una corona d’alloro a una figura allegorica con una lira in mano, simbolo della poesia. Il pianterreno dell’immobile è costruito in bugnato e ha larghe finestre poste ad arco. I primi due piani sono decorati con pilastri dorici, mentre gli ultimi due piani presentano abbaini decorati.

Le quattro statue che abbelliscono attualmente la facciata dell’immobile sono state aggiunte nel 1929 e rappresentano il Diritto, la Filosofia, la Scienza e l’Arte. I bombardamenti alleati del mese di aprile 1944 danneggiarono l’edificio, distruggendo il frontone. Ciò che rimase del corpo centrale venne demolito dopo la guerra e negli anni ‘50 si collocò al suo posto un parco. Soltanto nella seconda metà degli anni ‘60 iniziarono i lavori di ricostruzione dell’immobile, anche se i bassorilievi del frontone non vennero ricostruiti.

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CASA SCARLAT KRETZULESCU

La Casa Scarlat Kretzulescu, costruzione di stile neoclassico italiano, venne edificata nel 1839. Quando fu costruita, era uno degli edifici più imponenti di Bucarest.

Divenne poi abitazione di un direttore di banca e nella seconda metà del XIX Secolo proprietà dello Stato romeno e laboratorio di elettricità dell’Università di Bucarest. Successivamente ospitò un convitto femminile e la biblioteca della Legazione tedesca. Nel 1948, l’edificio fu assegnato al Museo Romeno-Russo, sulla scia dello sforzo delle autorità comuniste di rafforzare la relazione con l’Unione Sovietica. Venne chiuso nel 1963 a seguito dell’allontanamento di Bucarest da Mosca.

Nel 1967, Casa Kretzulescu divenne sede del Museo della Letteratura Romena, che tuttavia vi si trasferì de facto soltanto nel 1971, in quanto i lavori di sistemazione dell’istituzione durarono più del previsto. A seguito del terremoto del 1977, l’esposizione permanente venne seriamente danneggiata. Dopo il terremoto del 1986, vennero eseguiti nuovi lavori di consolidamento della struttura. Dopo il 1990, il museo è stato restaurato secondo i piani originali del XIX Secolo. Il Museo della Letteratura Romena venne chiuso nel 2014 quando la sede fu restituita ai legittimi proprietari.

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CASA MARGHILOMAN

L’Ambasciata di Francia a Bucarest ha sede nella casa Marghiloman, risalente al 1846 e ampliata nel 1890, quando acquistò la sua forma attuale. L’edificio è appartenuto a Iancu Marghiloman, padre del grande uomo politico romeno Alexandru Marghiloman.

Casa Marghiloman chiude l’angolo di un’isola urbana centrale, frammentata e non omogenea. Benchè sia ricco in ornamenti – bugnati, cordoli, incorniciature, colonne, frontoni, balaustre in ferro battuto, ecc. - l’edificio conserva la sobrietà specifica dello stile italiano, mentre la decorazione mantiene un linguaggio unitario e una volumetria semplificata.

Le influenze italiane classiche si notano soprattutto nel tetto, che dà il senso di volume piatto, ma anche nella parte orizzontale con i cordoli, e in quella verticale con le colonne, le incorniciature e le decorazioni. Infine, l’ampio cornicione enfatizza il ruolo del primo piano dell’edificio, che appare più grande di quanto in realtà sia.

Nel 1938 l’edificio fu comprato dallo Stato francese. Il recinto che separava Casa Marghiloman dal precedente edificio della Rappresentanza francese (l’attuale Residenza dell’Ambasciatore francese) fu demolito e sostituito da un ampio cortile tra i due immobili, tutt’oggi esistente.

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MUSEO THEODOR AMAN

Il museo Theodor Aman funziona come tale dalla sua apertura, nel 1908, nell’abitazione del pittore Theodor Aman.

È la prima casa-atelier di un artista romeno: la progettazione e l’ornamentazione esterna (realizzata in collaborazione con lo scultore Karl Storck), così come le decorazioni interne, sono il risultato della visione di Aman. Nel mese di ottobre 1869 l’abitazione, un vero tempio dell’arte, viene ultimata. Per articolare il suo edificio, Aman ricorse per le facciate agli elementi dell’architettura italiana neoclassica e rinascimentale. Il desiderio del pittore fu che la casa diventasse museo dopo il suo decesso. Nel 1904, l’edificio e tutto ciò che contiene divenne proprietà dello Stato e, quattro anni più tardi, nel 1908, aprì ufficialmente il Museo Theodor Aman.

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IMMOBILE IN VIA STAVROPOLEOS

Edificata nel 1883 nel centro vecchio di Bucarest, secondo i piani dell’architetto Richard Krafft, la costruzione è una delle più imponenti della zona.

La decorazione della facciata è ispirata a quella dei palazzi italiani rinascimentali, con bugnati pronunciati al pianterreno, statue e frontoni forti. Ha ospitato nel tempo alcuni ristoranti al pianterreno, mentre i piani superiori sono abitati.

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CASA STURDZA

L’edificio, sito al centro di Bucarest e contenente elementi di facciata di stampo neoclassico italiano, è appartenuto all’uomo politico Dimitrie Sturdza, Presidente dell’Accademia di Romania e Primo Ministro del Paese per quattro volte.

Fu edificato nella seconda parte del XIX Secolo e divenne un luogo di incontro per intellettuali e uomini politici. Negli anni '40, nell’edificio ebbe sede una libreria, poi un antiquariato dove persone non abbienti potevano consegnare libri per la vendita ai fini di ottenere un introito. L’immobile fu nazionalizzato nel 1948. Alla fine degli anni '50 sfuggì alla demolizione, diversamente dalla casa attigua che venne invece abbattuta per lasciare spazio ad un nuovo immobile costruito su viale Magheru. Negli anni '90 l’edificio fu rivendicato dagli eredi dei proprietari che nel 2000 ne rientrarono in possesso. Dal 2003, Casa Sturdza ospita una libreria molto famosa.

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PALAZZO VENEZIANO

Costruito nel 1901, il Palazzo Veneziano si trova attualmente in uno stato di avanzato degrado. Secondo la leggenda, l’immobile fu la residenza del giornalista di origine italiana Luigi Cazzavillan, anche se ciò non è mai stato dimostrato.

Dopo il 1911, venne costruito il secondo corpo dell’immobile, con accesso da Strada Temişana. I profili, le incorniciature e i rilievi delle facciate hanno una bellissima decorazione, accentuata dalle incorniciature a forma di trifogli. All’interno dell’arco, in corrispondenza dell’asse di ogni arco del pianterreno, si trova un mascherone.

Tutto l’edificio gode di una propria unità stilistica, con proporzioni e ornamenti specifici dell’architettura rinascimentale veneziana. Il declino della casa è iniziato probabilmente dopo il terremoto del 1977. Si notano molte crepe, la vegetazione è cresciuta sui muri e parte degli intonaci e delle decorazioni si è staccata. Sfortunatamente, è gravemente danneggiata tutta la struttura portante.

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CINEMA ”TRIANON”

È il primo cinema costruito su viale Regina Elisabeta, nel 1884, dall’architetto Alexandru Orăscu.

“Trianon” è noto per la facciata neoclassica con influenze italiane e affascina per la ricchezza degli ornamenti: angioletti, muse, ecc. Le statue che ornano la facciata rappresentano, da sinistra a destra, Orfeo, Ercole, Afrodite, Apollo e Artemide. Nello spirito dello stile classico italiano, ogni parte orizzontale ha l’esterno e i vuoti trattati diversamente: i cordoli e il cornicione sono evidenza. Esiste una simmetria delle parti verticali mentre gli angoli sono distaccati rispetto alla facciata per frammentare e dare profondità al volume. L’impressione è di volume piatto attraverso il cornicione largo e la parte inferiore del tetto.

Il cinema fu restaurato e ammodernato nel 1942 e venne denominato “Bucarest” dopo il 1948. La sala fu chiusa nel 2004, ultimo anno in cui sono stati proiettati lavori cinematografici. “Bucarest” divenne un semplice deposito per poi essere definitivamente chiuso. Attualmente, l’ex-cinema è in stato di abbandono.

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CASA SĂVULESCU

La bellissima casa collocata accanto a Piazza Amzei venne edificata nel 1883, e diventò la residenza dell’architetto romeno Alexandru Săvulescu (1847-1902), fondatore ed esponente di spicco della scuola romena di architettura.

Il livello verticale centrale si distingue chiaramente dal piano della facciata e i livelli orizzontali sono segnati da cinte e profili che separano i piani, accentuando il pianterreno. La decorazione, specifica del neo rinascimento con una reinterpretazione di elementi classici, è riconoscibile nelle incorniciature, colonne, frontoni, spaccati, balaustre etc. Il bassorilievo posto sopra l’ingresso rappresenta angioletti dediti a svolgere varie attività, intellettuali o fisiche, mentre l’arcata dell’ingresso è fiancheggiata da due busti, di un uomo e di una donna, entrambi vestiti con abiti antichi. Prima e dopo il 1989 la casa divenne sede di uno studio notarile. In seguito ospitò vari ristoranti. L’immobile è stato recentemente restaurato.

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VILLA RINASCIMENTALE

La bella villa sembra aver avuto un uso religioso prima della Seconda Guerra Mondiale, come suggerisce lo scudo con una croce posto sopra l’ingresso principale.

La pianta geometrica dell’edificio, a forma di “L”, ha consentito di ricavare uno spazio verde accanto alla strada. Il trattamento dei registri di facciata tramite il portico del pianterreno, le finestre più grandi al primo piano e ridotte al secondo piano sono tratti di chiara ispirazione rinascimentale italiana. L’angolo è caratterizzato da un registro verticale di diverso gusto, separato dal resto della facciata, che delimita l’ingresso. La decorazione è di natura classica e barocca. L’edificio ha ospitato l’Istituto di Etnografia e Folclore durante il regime comunista.

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PALAZZO REALE

Nel 1926, il vecchio Palazzo Reale di Bucarest, edificio del XIX Secolo, fu gravemente danneggiato da un incendio. Tra il 1930 e il 1937, il re Carol II iniziò i lavori di ristrutturazione e di ampliamento della costruzione esistente.

Venne inizialmente ricostruito il corpo centrale, poi vennero demoliti i corpi laterali antichi (non colpiti dall’incendio) per essere sostituiti con ali nuove, atte a garantire l’unità stilistica della costruzione. Il corpo meridionale del palazzo include per la prima volta spazi destinati a un’esposizione museale della collezione d’arte della Corona di Romania. Tra gli anni 1938-1940 si progettò una nuova ala del palazzo, nella parte settentrionale, ultimata in due anni. Il Palazzo Reale fu bombardato dagli Alleati nell’aprile del 1944 e il cantiere fu fortemente danneggiato. Nel 1948, le autorità comuniste decisero di ubicarvi il Ministero delle Arti e delle Informazioni, poi divenuto Museo Nazionale d’Arte, che funzionò ininterrottamente dal 1950 fino al 1989.

Il palazzo ha una disposizione spaziale simmetrica, con un ampio giardino d’onore. Il corpo centrale è più alto ma anche meno frammentato come volume. Le rifiniture esterne del pianterreno hanno un altro aspetto. La facciata dei due livelli superiori è evidenziata dai cordoli. Le colonne definiscono la grandiosità e sottolineano visivamente il registro, soprattutto nella zona del balcone centrale, contiguo alla Sata del Trono. Questa peculiarità deriva dall’architettura classica italiana, con la messa in risalto delle decorazioni e delle dimensioni nella parte superiore del pianterreno.

Le sale di ricevimento del corpo centrale (inclusa la Sala del Trono) vengono assegnate al Consiglio di Stato, l’organo collettivo di direzione della Romania comunista. Nell’ex Palazzo Reale hanno luogo ricevimenti ufficiali e varie celebrazioni. Durante la Rivoluzione di dicembre 1989, l’edificio viene distrutto per l’80%. Tra gli anni 1990 e 2000 il museo venne chiuso per ampi lavori di restauro, ristrutturazione e risistemazione, e solo dopo il 2000, le gallerie del Museo Nazionale d’Arte furono riaperte.

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BANCA CHRISSOVELONI

La Banca Chrissoveloni è stata una delle più importanti banche romene. La sede centrale si trova tuttora nel centro storico di Bucarest, su Strada Lipscani, nel palazzo con lo stesso nome costruito dagli architetti George Matei Cantacuzino e August Schmiedigen.

La prestigiosa istituzione finanziaria fu soppressa dal regime comunista nel 1950, dato che le banche private non potevano esistere in un’economia socialista centralizzata. Oggi l’edificio ospita la sede di Bucarest della Banca Nazionale di Romania.

Lo stile utilizzato per il palazzo della banca è quello del Rinascimento italiano. Semplificando, si può sostenere che l’edificio sia ispirato a un palazzo fiorentino, con influenze di Andrea Palladio. È stato restaurato negli anni '90 e le facciate hanno riacquistato lo splendore di una volta. L’edificio ha l’accesso su due strade e spicca per il ritmo dato dalle decorazioni della facciata, che risulta dalla ripetizione dei registri verticali e dal collegamento all’area pedonale attraverso un basamento ampio, evidenziato dal cordolo che circonda i primi due livelli. I muri divisori dell’immobile hanno acquisito bellezza dopo essere stati di recente ornati con pitture murali, non presenti nel progetto originario.

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PALAZZO ”CREDITO INDUSTRIALE”

Il famoso palazzo ad arco fu edificato tra gli anni 1934-1935 dall’architetto George Matei Cantacuzino per ospitare la Società “Credito Industriale”, che aveva il compito di sostenere finanziariamente le giovani industrie romene.

Con l’edificazione di questo edificio si chiuse a semicerchio la Piazza dell’Università. La facciata è sobria, contrassegnata da colonne che definiscono le verticali fino al cornicione e da due cupole laterali. Viene ricreata così, in modo simmetrico, la forma dell’antico Palazzo “Generala”, sito dall’altra parte del semicerchio. Un elemento specifico del classicismo italiano è la sottolineatura dei registri orizzontali con cordoli e di quelli verticali con colonne. Questa alternanza, applicata su più livelli, dona un’idea di grandiosità. Il trattamento della facciata crea l’illusione che gli ultimi due livelli siano più piccoli. Il pianterreno si caratterizza per un diverso registro che garantisce la comunicazione con lo spazio pubblico attraverso il susseguirsi di vuoti.

Il Palazzo “Credito Industriale” fu colpito dai bombardamenti americani dell’aprile 1944 e riparato dopo la guerra. Venne poi fortemente danneggiato dal sisma del marzo 1977, quando l’immobile di fianco crollò. Dopo la guerra, ospitò varie istituzioni. Attualmente è un immobile destinato a uffici.

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BANCA NAZIONALE DI ROMANIA

La Banca Nazionale di Romania, fondata nel 1880, ha la sede nel centro storico di Bucarest, in un palazzo monumentale. Esso rappresenta la seconda sede, oltre a quella originaria sita nella più antica zona commerciale di Bucarest.

La necessità di costruire un nuovo edificio della banca durante il periodo interbellico derivò dall’ampliamento progressivo delle proprie attribuzioni. Il nuovo palazzo della Banca Nazionale ha cinque piani, con una facciata rientrata su Strada Doamnei. Il progetto è stato elaborato da un gruppo di architetti diretti da Radu Dudescu.

La facciata monumentale della banca, con impiallaciatura in pietra di Vraţa, si distingue per l’aspetto classicheggiante di ispirazione italiana, caratterizzato dalla simmetria delle colonne corinzie e da un cornicione molto pronunciato. La costruzione iniziò nel 1940. A causa della Seconda Guerra Mondiale, i lavori procedettero molto lentamente e si conclusero soltanto nella metà degli anni '50. Durante il regime comunista, il palazzo ospitò il Ministero delle Finanze.

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LIBRERIA BUCHHOLZ

Conosciuta attualmente come l’Immobile Kretzulescu, la Libreria Buchholz risale al 1941 ed è ispirata all’architettura classica italiana. Al pianterreno ha un portico con archi in pieno centro dietro il quale si aprono alcuni esercizi commerciali.

La facciata del corpo d’angolo è sottolineata da pilastri con capitelli compositi, mentre il piano è pensato come spazio per gli uffici. L’edificio ha tre piani separati dal pianterreno da cordoli. L’influenza classica italiana si nota nel volume e nella decorazione della parte superiore del pianterreno. L’angolo è più alto e più ricco di decorazioni, con colonne gigantesche, di ispirazione barocca. L’immobile ospitò negli anni del comunismo la polizia politica. Dopo la Rivoluzione del 1989, l’edificio ha acquisito popolarità grazie a una libreria, sita al pianterreno.

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PALAZZO

Fu costruito nel 1954 per chiudere il punto di fuga della prospettiva verso sud di Piazza della Rivoluzione. La facciata si fonda su regole classiche di composizione architettonica e si impone nello spazio della piazza.

Il ritmo della facciata è dato da otto pilastri con capitello in stile corinzio e da tre nicchie semicircolari. Nel proscenio è collocato un bacino d’acqua con il bordo arcuato, con fontane artesiane e impianti di illuminazione notturna. La facciata è inoltre ornata da due teste di leone dalle quali zampilla l’acqua. Le finestre site davanti alle nicchie hanno timpani triangolari e ad arco. Il Palazzo ricorda molto da vicino la struttura dell’edificio sito dietro la Fontana di Trevi di Roma. L’edificio venne incendiato durante la Rivoluzione di dicembre del 1989 e restaurato qualche anno dopo.

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influenze razionaliste

SCUOLA SUPERIORE DI GUERRA

Il grandioso edificio sito sulla collina Cotroceni è un tributo all’architettura razionalista totalitaria di stampo italiano. Inaugurato nel mese di dicembre del 1939, venne realizzato dall’architetto Duiliu Marcu, il quale lo concepì con linee sobrie, adeguate alla sua destinazione d’uso.

L’edificio ha una facciata ampia e simmetrica, con elementi di angolo fortemente distaccati e con un corpo centrale sopraelevato con pilastri. Nel 1944, la Scuola Superiore di Guerra venne trasferita e la sua sede venne occupata dalla Missione Militare Tedesca per l’Esercito Terrestre. Restò occupata fino al mese di agosto del 1944, quando l’edifico viene liberato in seguito ad un’aspra battaglia.

Nel 1948, la Scuola Superiore di Guerra venne sciolta dalle autorità comuniste e al suo posto fu creata l’Accademia Militare. Nel 1957 la spianata sita davanti all’edificio venne riconfigurata e davanti apparve il Monumento dei Caduti della Patria, affiancato da una parte e dall’altra da due grandi altorilievi che raffigurano i principali momenti della lotta dei soldati romeni durante la Seconda Guerra Mondiale. Nel 2003, l’istituzione è stata rinominata Università Nazionale di Difesa “Carol I”.

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IMMOBILE UGIR

Inaugurato nel 1938, è opera dell’architetto Constantin Moșinschi, il quale ha progettato l’edificio per ospitare la sede dell’Unione Generale degli Industriali di Romania (UGIR), una delle più grandi confederazioni padronali della Romania.

L’immobile ha forti influenze razionaliste ispirate dall’architettura italiana dell’epoca. La facciata principale ha quattro colonne, che si sollevano dal suolo a sorreggere quattro piani. La composizione è sostenuta da sei pannelli con bassorilievi rappresentanti il lavoro fisico, in varie forme e settori. Le finestre del primo piano e gli ingressi hanno cancelli art déco. Durante il regime comunista, i bassorilievi rimasero intatti, perché la glorificazione del lavoro fisico simboleggiava anche i valori del comunismo.

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CASA AUTONOMA DEI MONOPOLI

La Casa Autonoma dei Monopoli fu costruita dall’architetto Duiliu Marcu tra gli anni 1934 e 1941.

All’epoca, lo Stato romeno aveva il monopolio della fabbricazione e della vendita delle sigarette, del sale da cucina e dell’alcool. L’immobile ha la forma della lettera “U” e include un giardino interno con laghetto per il tempo libero dei dipendenti. Sul lato verso Calea Victoriei, l’altezza dell’edificio è messa in risalto dalla torre dell’orologio.

Le mura esterne sono ricoperte di travertino mentre i pilastri tra le finestre e una parte della facciata principale sono realizzati con pietra di Dobrogea. I marciapiedi e i gradini esterni sono realizzati in marmo di Carrara. Durante il regime comunista la costruzione ospitò gli uffici del Comitato di Stato della Pianificazione, istituzione che si occupava della pianificazione dell’economia della Romania comunista. Dopo la caduta del regime comunista nel 1989, vi si trasferì il Ministero delle Industrie. Attualmente, in tale palazzo si trova il Ministero dell’Economia.

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PALAZZO DELLE FERROVIE ROMENE

La costruzione del Palazzo delle Ferrovie Romene iniziò nel 1937, al fine di riunire in un unico edificio tutti i reparti dell’Amministrazione delle Ferrovie, divisa all’epoca in più immobili.

L’architetto Duiliu Marcu progettò l’edificio, che include sette immobili (tre di undici piani, due di otto piani, uno di tre piani e un corpo centrale di un piano) disposti su quattro lati di un rettangolo. La struttura portante è costituita da quadri metallici multipiano e incorporati nel cemento, con uno scheletro metallico saldato.

Nel 1940 venne concluso il garage e nel 1944 si ultimarono le murature. I bombardamenti alleati del 1944, che avevano quale obiettivo la zona della Stazione Nord, evitarono in gran parte il cantiere del palazzo. Nel 1948, l’edificio fu ultimato e vi si trasferirono tutte le unità delle Ferrovie romene di Bucarest. Alla data dell’inaugurazione, era il più grande edificio amministrativo del sud-est dell’Europa. Lo stile del palazzo è monumentale e razionalista, tipico dell’architettura totalitaria in voga in Italia in quel periodo, volto a mostrare la forza dello Stato. Quale elemento di dettaglio, l’unica ornamentazione complessa è rappresentata dalle ruote alate in ferro, simbolo delle Ferrovie romene, sulla facciata principale. Attualmente, l’edificio ospita il Ministero dei Trasporti.

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PALAZZO VICTORIA

La costruzione del Palazzo Victoria, opera dell’architetto Duiliu Marcu, iniziò nel 1937 e si concluse nel 1944. L’edificio fu progettato per ospitare il Ministero degli Affari Esteri, la cui precedente sede era diventata troppo piccola.

A causa dei danni provocati dai bombardamenti tedeschi durante l’estate del 1944, i lavori vennero ultimati soltanto nel 1952. Dopo la guerra, il Consiglio dei Ministri della Romania comunista vi svolse la propria attività. Nel 1990, l’edificio divenne sede del primo Governo della Romania post-comunista. L’architettura del Palazzo Victoria venne influenzata dalla funzione ufficiale e dal contesto politico e culturale-architettonico del momento, con una scelta chiara verso l’ordine monumentale e il linguaggio neoclassico semplificato. Il palazzo include nei vuoti della facciata medaglioni con vari simboli (tra cui anche le province della Romania) estrapolati dallo stemma della Nazione romena dell’epoca.

Inizialmente, la facciata principale era, come le facciate laterali, ricoperta da piastrelle di marmo di Carrara e aveva sui due piani laterali pannelli decorativi scolpiti da Mac Constantinescu nello stesso materiale. A seguito delle distruzioni provocate dal bombardamento del 1944, i due pannelli vennero eliminati e la facciata principale fu ricostruita con piastrelle di travertino. Con il passare del tempo, la vegetazione presente davanti al palazzo è cresciuta andando a coprire una parte della costruzione.

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STAZIONE REALE BĂNEASA

La Stazione Reale Băneasa risale al 1936 e fu costruita per creare un contesto solenne dove ricevere i membri della Famiglia Reale e i rappresentanti ufficiali stranieri.

Il progetto porta la firma dell’architetto Duiliu Marcu. La stazione è composta da un padiglione principale, dedicato ai viaggiatori, una cabina centrale di movimento dei treni, un corpo di guardia, nonchè una banchina larga, in parte coperta, pensata per proteggere i passeggeri dalle intemperie. La stazione è collegata alla strada principale attraverso una piccola spianata, che consente l’organizzazione dei cortei. La struttura segue i principi dell’architettura razionalista esportata dall’Italia dell’epoca: imponenza, simmetria e semplicità. L’alternanza tra grandi pieni e grandi vuoti, così come l’orizzontalità del colonnato verso i binari, contribuiscono ad accentuare la monumentalità dell’edificio.

Il padiglione principale, che è anche il corridoio di passaggio verso i binari ferroviari, ospita locali riservati alle autorità e una grande sala d’accoglienza. La costruzione è eseguita con scheletro in cemento armato e le facciate sono ricoperte con travertino. Le porte e le finestre dell’edificio principale sono in ferro ricoperto di foglie di metallo inossidabile. La Stazione Băneasa rimane stazione reale fino al 1947, quando divenne stazione presidenziale e fu utilizzata dalle autorità comuniste come stazione di protocollo per i treni presidenziali dei Capi di Stato di Romania e per ricevere i rappresentanti ufficiali stranieri. Attualmente è raramente utilizzata come stazione, mentre si organizzano ancora eventi nella sala d’accoglienza.

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ISTITUTO DI AGRONOMIA DELLA ROMANIA

La sede attuale dell’Accademia delle Scienze Agricole e Forestali “Gheorghe Ionescu Sisești” fu inaugurata nel 1937 e fu realizzata dagli architetti Ștefan Petrenelli, Florea Stănculescu e Leonida Plămădeală.

La forte influenza dell’architettura razionale interbellica italiana si nota in una serie di elementi: simmetria, proporzione dei vuoti, imponenza dei corpi laterali. A ciò si aggiunge l’importanza data alla facciata, leggermente distaccata, più alta e decorata con falegnameria e balaustre in ferro battuto. Tutti questi elementi conferiscono maestosità e solidità alla costruzione, trasmettendo l’idea di uno Stato forte e resistente. Il palazzo fu destinato all’Istituto delle Ricerche Agronomiche della Romania, istituzione sciolta dalle autorità comuniste nel 1945 e ricostituita nel 1962 sotto il nome di “Istituto Centrale di Ricerche Agricole”. Nelle varie tappe della sua esistenza, questa istituzione ha sempre avuto sede nell’imponente edificio sito sul viale Mărăști.

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MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI

La sede attuale del Ministero degli Esteri fu progettata negli anni '30, secondo lo stile razionalista e funzionalista degli edifici ufficiali di quel periodo, influenzati dall’architettura dell’Italia fascista.

Il palazzo stupisce per le verticali della facciata principale e per il volume più alto che segna l’ingresso principale. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, il regime comunista stabilì qui la sede del Consiglio Centrale dei Sindacati. L’edificio divenne poi sede del Ministero degli Affari Esteri.

Il tratto principale dell’immobile è la sua monumentalità, che non risulta più dalla simmetria. Dal punto di vista della composizione, il corpo d’angolo verso la strada Aleea Alexandru, con alternanza di grandi pieni e vuoti, rappresenta la dominante verticale. I volumi distaccati del corpo d’angolo conferiscono dinamismo alla composizione: la facciata contiene una serie di vuoti con una proporzione verticale al pianterreno. Il risultato è imponente e il passante è stupito dalle sue dimensioni e dall’aspetto.

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MINISTERO DEGLI AFFARI INTERNI

Il palazzo del Ministero dell’Interno ha una storia molto interessante e tumultuosa. Nel 1938, l’architetto Paul Smărăndescu venne incaricato di preparare il progetto dell’edificio.

Dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, nel 1945, le attività di costruzione, sospese durante la dichiarazione dello stato di emergenza del 1944, furono riprese. L’edificio venne ultimato nel 1950. A partire da quel momento, divenne sede del Ministero dell’Interno fino al 1958, quando la Grande Assemblea Nazionale (il Parlamento della Romania comunista) ne trasferì la gestione al Partito Comunista Romeno. L’edificio divenne così, fino al 1989, la sede del Comitato Centrale del Partito Comunista Romeno.

L’edificio è uno dei simboli della Rivoluzione del dicembre 1989 quando, dal balcone, il leader comunista della Romania, Nicolae Ceaușescu, pronunciò l’ultimo discorso tra le urla e i fischi di protesta della folla in piazza, per poi scappare con un elicottero dal tetto del palazzo. Nel 1994 l’edificio divenne sede del Senato di Romania e dal 2006 vi si ristabilì il Ministero dell’Interno. Le ali laterali sono anch’esse sedi di ministeri: il Ministero del Lavoro occupa l’ala settentrionale e il Ministero della Sanità l’ala meridionale.

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CASSA PENSIONI DELLA CASSA DI RISPARMIO

Edificato nel 1939 sulla riva del fiume Dâmbovița, l’imponente immobile è opera dell’architetto Nicolae Cucu. Lo stile neoclassico monumentale, ispirato dall’Italia di Mussolini, è concepito in un modo rigoroso e geometrico.

Sulla facciata principale si trovano 4 effigi in stile art déco delle divinità Demetra, Pallade Atena, Apollo e Mercurio – collegamento diretto con la gloria dell’antichità. La stilistica dell’immobile è accentuata anche dal dialogo urbanistico con il Palazzo della Giustizia, sito sull’altra sponda del fiume Dâmbovița.

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CASSA PENSIONI DEI TEATRI NAZIONALI E DELLE OPERE ROMENE

Immobile massiccio degli anni '30, con influenze totalitaristiche dell’epoca e edificato secondo i piani dell’architetto Nicolae Cucu sulla via General Berthelot, per diventare sede della Cassa Pensioni delle Opere e dei Teatri Nazionali.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, l’edificio ospitò varie istituzioni e attualmente è sede di uffici.

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EDIFICIO AD USO UFFICIO

L’edificio, con le sue linee semplici, la mancanza di decorazione, la sua dimensione imponente e la simmetria, rappresenta bene il modernismo razionalista interbellico di origine italiana.

Tra i quattro lati si chiude un cortile interno con portico perimetrale, al quale si arriva attraverso un passaggio, cui si accede dalla strada. I volumi laterali, più bassi, chiudono lo spazio centrale. Il mosaico all’inizio del corridoio contiene le lettere “A.R.” che probabilmente stanno per “Assicurazione Romena”, dato che l’edificio fu inizialmente destinato agli uffici di tale compagnia.

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IMOBIL AMZEI

Imobilul are o volumetrie simplă și, similar altor construcții din aceeași perioadă și categorie stilistică, este simetric.

Masivitatea acestuia este atenuată de evidențierea registrelor: soclul este marcat prin utilizarea unei texturi diferite conturată de un brâu orizontal, verticalitatea este subliniată prin folosirea unor decroșuri ce sintetizează ordinul colosal, iar ultimele niveluri sunt detașate ușor de planul fațadei.

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IMMOBILE GUTENBERG

L’edificio, che si erge sulla riva del fiume Dâmbovița, risale agli anni '30. All’epoca della costruzione era uno dei più moderni edifici della vecchia periferia Gorgan, in prevalenza composta da case del XIX Secolo.

Lo stile razionalista, funzionale e sobrio, è richiamato dalle verticali audaci della facciata. L’edificio è sede di uffici di varie istituzioni.

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C

ARCHITETTI

Si stima che nel periodo dal 1860 al 1920 siano emigrati in Romania circa 60.000 italiani (fonte: RO.AS.IT.). Questi hanno indubbiamente dato un significativo contributo alla costruzione della Romania moderna, ognuno secondo la propria esperienza.

Una categoria specifica è proprio quella degli architetti italiani, che portarono con loro non solo l’arte di costruire edifici, ma anche la visione urbanistica che in parte ancora mancava a Bucarest, capitale della Romania indipendente. Furono numerosi gli architetti italiani che progettarono opere importanti nella capitale e nel resto del Paese. Si verificò inoltre sempre in quel periodo un afflusso di pittori e scultori italiani, che accompagnarono spesso gli architetti per completarne le opere. A Bucarest, gli architetti italiani più prolifici furono Victor Asquini e Giulio Magni, i quali hanno lasciato in eredità numerosi edifici, alcuni davvero emblematici.

Victor Asquini

Victor Asquini (1892-1969), di origine friulana, ha svolto la propria attività prevalentemente in Romania. Durante la sua carriera diede prova di notevoli abilità tecniche, architettoniche e editoriali, divenendo un interprete unico dell’architettura moderna romena dei primi decenni del XX Secolo.

A Bucarest, Asquini ha progettato una serie di edifici (abitazioni individuali, ville e immobili), destinati soprattutto a clienti privati. Egli utilizzava soprattutto temi derivanti dal modernismo. I suoi progetti sono caratterizzati dall’accuratezza delle scelte architettoniche, dalla combinazione di motivi classici con l’art déco, secondo il gusto prevalente all’epoca.

CASA I. TABACU

È forse la più nota creazione di Victor Asquini, edificata nel 1935 in una zona dell’antico quartiere ebraico di Bucarest. Il quartiere ha subito profondi mutamenti a seguito della sistemazione urbanistica degli anni '80, ma il progetto di Asquini si distingue per la forma, gli ornamenti art déco della facciata e per l’ampio uso del ferro battuto.

Emblematico edificio ad angolo, l’immobile Tabacu rappresenta una vera e propria lezione sull’architettura interbellica sia sotto il profilo formale sia, soprattutto, come soluzione abitativa e per la maestria dell’esecuzione.

Confrontando l’immobile attuale con una fotografia d’epoca, si nota un cambiamento. Sul lato sinistro dell’immobile, esso presenta una campata aggiuntiva, con un nuovo accesso. L’estensione mantiene e ripete le decorazioni di facciata caratteristiche del corpo iniziale e ha rifiniture simili. È ripresa l’altezza al cornicione e il rapporto dei volumi è perfettamente equilibrato. Nella zona di accesso principale, là dove il nuovo corpo è stato affiancato, si è mantenuta la cifra stilistica dell’architetto. Probabilmente l’estensione ha avuto come scopo la realizzazione di un secondo appartamento su ogni piano, da adibire a spazi utilizzati nel passato per i domestici.

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VILLA ENCULESCU

L’immobile, edificato tra gli anni 1939-1940, fa parte della sistemazione urbanistica tipica del periodo interbellico, caratterizzata da costruzioni isolate e appartate rispetto alla strada e giardini sulla facciata.

La qualità ambientale della zona risulta da un’uniformità a livello urbanistico, nella quale si inserisce anche questo immobile: lo stesso volume, la scelta di una posizione arretrata rispetto alla strada, la recinzione che lascia intravedere l’interno, ecc. Si ritrovano elementi art déco nella trattazione ornamentale degli spaccati, del ferro battuto e della recinzione. Di particolare pregio è l’ornamento sito sopra l’ingresso. Un elemento caratteristico dell’immobile è la presenza, sulle facciate, di una varietà di vuoti di diverse forme e proporzioni. A differenza di altre costruzioni vicine dello stesso periodo, la Villa Enculescu mantiene ancora oggi l’aspetto iniziale.

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IMMOBILE APOSTOLESCU

L’immobile costruito tra gli anni 1937-1938 secondo i piani dell’architetto Victor Asquini ha una geometria fortemente frammentata, caratterizzata dal gioco dei volumi, dall’utilizzo dei balconi, dalle differenze di altezza e dalle rientranze.

L’edificio si collega con gli altri del vicinato mediante il mantenimento della linea del cornicione e l’allineamento stradale. L’angolo è segnato con un volume di un’altezza superiore. Altri elementi caratteristici sono il rilevamento dei registri attraverso spaccati, l’utilizzo delle finestre orizzontali, delle finestre-oblò e la scelta di finestre ad angolo, mediante l’artificio del distacco dell’elemento ad angolo dal resto della facciata per dare la sensazione di vuoto.

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CASA POMOJESCU

Nella prospettiva che la zona divenisse ad alta densità abitativa, la costruzione, realizzata tra gli anni 1941 e 1942, supera gli edifici vicini per altezza e volume. Si distingue anche per la fattura diversa della facciata sulla strada: rigorosa, simmetrica, con due vuoti su ogni livello.

La soluzione per la ringhiera dei balconi, riconoscibile attraverso il vuoto orizzontale alla sua base, è tipica dello stile di Victor Asquini. Le dimensioni e le proporzioni delle finestre, più piccole ai piani tecnici e generose ai piani adibiti ad abitazione, sono specifiche dell’architettura degli anni '40. Un altro elemento tipico del periodo è l’ampio cornicione.

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IMMOBILE RESIDENZIALE

L’immobile occupa quasi tutto il lotto sul quale è sito, seppur la parte frontale si distingua mediante le differenze di allineamento.

Si delineano così due volumi: uno maggiore, allineato alla strada, composto da elementi alternati che danno l’impressione visiva di un volume centrale, e un altro arretrato. La tendenza del periodo è l’utilizzo di due scale, una principale e una secondaria. Alla scala principale si arriva dall’ingresso in strada, mentre a quella secondaria da uno stacco segnato tra i due volumi. La trattazione volumetrica e l’utilizzo delle tegole al listello delle finestre e nella recinzione danno una nota romantica, mentre l’ornamentazione contiene elementi art déco: porta dell’ingresso principale, elementi di ferro battuto, cinte e incorniciature.

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IMMOBILE AD USO ABITATIVO

Costruito tra gli anni 1939-1940, l’edificio progettato dall’architetto Victor Asquini occupa un lotto posto all’incrocio di due strade. Attraverso il suo adeguamento volumetrico, la posizione è segnata dalla percezione visiva di “assenza”, dall’estrazione dell’elemento dell’angolo.

La solidità della costruzione è attenuata dalla visione dell’angolo e dall’utilizzo di numerosi strumenti stilistici specifici del periodo: marcatura dei registri, bugnati, marcatura dell’orizzontalità attraverso il raggruppamento e delineamento dei vuoti, la presenza dei vetri-oblò, l’ideazione delle finestre di angolo mediante l’artificio del distacco dell’elemento dell’angolo dal resto della facciata per dare la sensazione di vuoto generale.

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VILLA BĂNEASA

Con il gioco di volumi e la relativa solidità resa dal rapporto pieno-vuoto, la villa progettata da Asquini nella seconda parte degli anni '30 ben rappresenta l’architettura romantica di influenza medioevale.

La composizione è caratterizzata dallo slittamento dei volumi e dalle differenze di altezza. L’angolo è segnato da un volume più alto, ispirato dal concetto di torre medioevale. La facciata laterale ha, come elemento ordinatore, un volume con ruolo di dominante verticale. Sono degni di nota il trattamento del cornicione, la copertura a quattro falde, la tipologia delle finestre, l’utilizzo di vuoti di dimensioni relativamente ridotte, prevalentemente ai livelli superiori.

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IMMOBILE GHEORGHE DOBRESCU

La costruzione, che risale al 1935, ha una volumetria semplice. Gli unici elementi a supporto sono i vuoti delle finestre e il cornicione, sopra il secondo livello.

La sobrietà è attenuata dagli ornamenti utilizzati attorno alle finestre e dal distacco dell’ultimo livello dal resto dell’edificio, che concentra l’attenzione sui piani inferiori.

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IMMOBILE IN VIA DUDEȘTI

L’edificio venne ideato da Victor Asquini alla fine degli anni '30. Esso occupa quasi interamente il suo lotto. E’ unito a due muri divisori e allineato rispetto alla strada.

L’occupazione intensiva della parcella è una caratteristica raramente incontrata nel tessuto urbano delle abitazioni non elevate di Bucarest. Ciò trova tuttavia giustificazione nel tentativo del periodo interbellico di far crescere la densità e il grado di occupazione dei terreni. L’edificio è definito da due volumi, uno principale, e un altro distaccato dalla facciata. Questo distacco è sottolineato dalla diversa trattazione cromatica. Elementi specifici dell’architettura degli anni '40 sono le proporzioni delle finestre, l’utilizzo degli infissi e dei listelli sporgenti, il cornicione spiovente, ecc.

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VILLA IN VIA TINERETULUI

Edificio progettato da Victor Asquini nella seconda parte degli anni ’30, è caratterizzato da una facciata semplice. I principi utilizzati volutamente non mirano ad una volumetria spettacolare, ma si limitano alla disposizione dei vuoti sulla facciata.

Gli unici accenti utilizzati sono il cornicione e i balconi in evidenza rispetto ai piani delle facciate. Un elemento interessante è l’ornamento art déco sul lato stretto della strada. La villa è sopravvissuta alle demolizioni degli anni ’80.

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IMMOBILE DESTINATO ALLA LOCAZIONE

L’immobile, destinato alla locazione, venne edificato all’inizio degli anni '40 secondo i piani dell’architetto Victor Asquini. L’edificio è caratterizzato da una geometria semplice: la simmetria della facciata è interrotta dalle logge che definiscono il segmento di retta.

Elementi di linguaggio architettonico specifici del periodo sono: l’indicazione dell’ingresso con un portale semplificato, il cornicione ampio, le proporzioni e la disposizione delle finestre in modo che creino due vuoti su ogni livello orizzontale, l’altezza ridotta dell’ultimo livello.

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Giulio Magni

Giulio (Jules) Magni (1859-1930) è stato un architetto e critico d’arte italiano attivo tanto in Italia quanto in Romania.

Nel 1893 venne invitato a Bucarest dove, a partire dal 1894 e fino al 1906, lavorò a progetti per il Comune di Bucarest e per il Ministero dei Lavori Pubblici. Realizzò costruzioni pubbliche (scuole, stazioni), ma anche residenze private. Il suo stile può essere ritenuto romantico, classicheggiante ed eclettico, con il frequente utilizzo di torri e merli. Nei dieci anni passati a Bucarest, Magni realizzò numerosi edifici pubblici e ville, su richiesta di importanti committenti come personalità di spicco della vita politica e sociale della capitale.

DOGANA BUCAREST DEPOSITI

La Borsa Merci, Controllo e Residenza, parte del complesso industriale della Dogana di Bucarest, è un esempio tipico dell’architettura industriale di Bucarest della fine del XIX Secolo.

Il palazzo fu realizzato da Giulio Magni in collaborazione con l’ingegnere romeno Anghel Saligny. I depositi, concepiti in modo da servire ai commercianti e agli industriali per conservare le merci fino alla distribuzione verso altre destinazioni, vennero aperti nel 1899. Nel 1918 un incendio produsse alcuni danni, per cui si resero necessari lavori successivi di restauro. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, la Borsa Merci e gli edifici contigui vennero trasformati in semplici stabilimenti.

Negli anni '80, il vecchio insieme industriale diventò luogo di organizzazione del cantiere per i lavori della gigantesca gigantesco “Casa del Popolo”, oggi il Palazzo del Parlamento di Romania. A seguito di un incendio nel 1990, la Borsa Merci andò in rovina e fu abbandonata fino al 2006, quando fu integrata nei piani di rivitalizzazione culturale della zona. Il progetto di riconversione recupera gli elementi definitori del vecchio edificio, ma stabilisce una delimitazione chiara tra le inserzioni contemporanee e il corpo esistente, di cui si conserva la parte esterna, di particolare pregio dal punto di vista architettonico. Oggi la Borsa Merci splende di nuovo ed è un moderno centro culturale ed espositivo.

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SCUOLA COMUNALE MAVROGHENI

La scuola Mavrogheni fu edificata nel 1896, in stile neoromeno. Si trova nel cortile della chiesa Mavrogheni e continua l’attività di una scuola in precedenza funzionante nello stesso perimetro.

Il palazzo è ispirato all’edificio di Sos. Kiseleff, noto come “Bufetul de la Şosea”, dell’architetto romeno Ion Mincu, come si può osservare nel fregio in ceramica dove sono iscritti i nomi di alcuni grandi letterati: Gheorghe Şincai, Vasile Alecsandri, Ion Heliade Rădulescu, Ion Văcărescu, Nicolae Bălcescu e Gheorghe Asachi. Gli ornamenti in ceramica conferiscono colore e unicità all’edificio nel suo insieme.

Sulla facciata principale, dal lato del Viale Kiseleff, segnata da un tetto alto e a spiovente, si notano un orologio e ornamenti in legno con lo stemma della città di Bucarest in ceramica, raffigurante San Demetrio. I riquadri delle finestre e le estremità del recinto, sempre in ceramica smaltata, creano un aspetto unitario. Attualmente, l’edificio ospita la Scuola n. 11 „Ion Heliade Rădulescu”.

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CASA ELIE RADU

Nel contesto dei palazzi di Bucarest di oltre un secolo fa, si distingue la casa Elie Radu, progettata da Giulio Magni nel 1898.

L’edificio è concepito come una residenza sontuosa, abbellita con decorazioni in „terracotta maiolicata” (bianche, gialle, verdi, blu), balaustre e balconi in calcare bianco e finte strutture in legno, finestre e porte tipiche dell’inizio del secolo. L’architettura esterna è particolarmente suggestiva, con un accento di altezza all’angolo. Elie Radu è stato un ingegnere costruttore di ponti e strade, pedagogo e accademico romeno. Si è distinto quale sostenitore dei diritti professionali degli ingegneri, ha stimolato e guidato la produzione ingegneristica romena. Ha avuto l’incarico di presidente della Società Politecnica.

La casa ha un giardino ampio e due rimesse. Gli ornamenti in legno del livello superiore sono la prova di influenze rurali romantiche inserite in uno stile di vita cittadino che, con la modalità con cui è illustrato nella composizione delle facciate, risulta particolarmente attraente. Dalla massiccia porta lignea al balcone sito al piano e alle finestre in forma allungata della torre, la casa Elie Radu è un autentico gioiello architettonico che ha resistito al passaggio del tempo. È stata restaurata nel 2013, con la conservazione degli ornamenti originali, e attualmente ospita al pianterreno un bar.

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MERCATO COPERTO DI TRAIANO

Esso può essere considerato come la più antica costruzione con destinazione di mercato di Bucarest, costruito secondo i piani dell’architetto Giulio Magni e inaugurato nel 1896 nel cuore del quartiere ebraico.

La sua monumentalità lo rende particolare rispetto alle costruzioni più basse che lo circondano. La vecchia configurazione del capannone conteneva pianterreno e sottosuolo, negozi di carne, verdura, profumi, ecc. e scale che scendevano dal pianterreno al sottosuolo, dove c’erano bacini per il pesce vivo, depositi, ventilatori per aerazione e attrezzi frigoriferi.

In cima al frontone si trova un medaglione rappresentante San Demetrio, protettore di Bucarest, e nella parte superiore dell’ingresso è iscritto, in cifre romane, l’anno della costruzione: MDCCCXCVI. Dopo gli anni ‘50, l’imbiancatura ha attenuato l’aspetto esterno originale. La volumetria iniziale è anch’essa alterata dalla costruzione di spazi commerciali aggiuntivi all’esterno. Dopo il 1989, lo spazio interno diventa sempre più variegato, mentre l’unità stilistica e architettonica interna ed esterna riappare soltanto dopo il 2000. Vengono restaurate le cinte orizzontali in mattone e l’edificio ritorna a un aspetto simile a quello iniziale. Gli spazi aggiunti, che vengono mantenuti, ospitano negozi, mentre l’edificio originario ospita un supermercato.

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SEMINARIO TEOLOGICO CENTRALE

Il Seminario Teologico Centrale di Bucarest, istituito nel 1834 per l’insegnamento dei futuri sacerdoti della Chiesa Cristiana-Ortodossa, si trasferì nel 1901 nel complesso edificato originariamente per la Scuola Normale di Istitutori, secondo un progetto dell’architetto Giulio Magni.

L’edificio principale è in stile neoromantico italiano, con influenze bizantine. La chiesa prese in consegna le luminose aule, le sale di ginnastica e musica, il collegio, mentre l’ex anfiteatro venne adibito a cappella del seminario.

Il Seminario Teologico restò in questa sede fino al 1948, quando le autorità comuniste disposero lo scioglimento dell’istituzione. Attualmente nell’edificio dell’ex seminario si trova l’Accademia Tecnica Militare, creata nel 1949, istituzione di insegnamento superiore che forma ingegneri nelle specializzazioni necessarie al Ministero della Difesa Nazionale. Tutto l’insieme del Seminario Teologico Centrale è costruito su un terreno in pendenza e offre una prospettiva imponente.

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NUNZIATURA APOSTOLICA DELLA SANTA SEDE

Il Palazzo della Nunziatura Apostolica, progettato nel 1901 dall’architetto Giulio Magni, venne preso in custodia dall’Arcivescovo Franz Xaver von Hornstein, nobile svizzero, come sua residenza in qualità di Arcivescovo di Bucarest.

Il finanziamento della costruzione venne assicurato in gran parte dallo stesso von Hornstein, il quale ricevette a tal fine un’importante somma di denaro da parte della Svizzera e una sovvenzione da parte del Re Carol I di Romania. Si tratta di un edificio spettacolare di natura romantica, con una vistosa cupola che si distingue dall’insieme tanto per dimensione quanto per approccio stilistico.

A livello planimetrico, la composizione segue due assi: uno verso l’accesso principale che mantiene il legame con il giardino posteriore e l’altro che si svolge sulla strada. A destra della facciata principale si distingue un elemento caratteristico dell’architetto – un frontone con un cornicione decorato, di ispirazione medioevale. L’accesso centrale è segnato da un volume che si distacca dalla torre. La cappella della Nunziatura è posta lateralmente, verso il giardino posteriore, e presenta sopra l’ingresso un bassorilievo dipinto, raffigurante la Madonna col Bambino, al cui cospetto si inchinano due arcangeli. La Madonna è presente anche al livello superiore, con una statua protetta da un riquadro staccato dalla cupola.

La facciata posteriore del palazzo si apre verso un giardino rigoglioso con viuzze simmetriche, da dove si possono ammirare il corpo centrale e la cupola, con le sue finestre gotiche. Dopo che nel 1948 la Romania comunista denunciò unilateralmente il Concordato con la Santa Sede, nel 1950 vennero espulsi i rappresentanti del Vaticano a Bucarest e le relazioni diplomatiche vengono interrotte. La Nunziatura Apostolica fu chiusa e l’edificio venne nazionalizzato. Dopo la Rivoluzione del 1989, il palazzo e i giardini della Nunziatura vennero restituiti al proprietario di diritto. L’edificio è stato poi restaurato, e nel 1992 vi venne riaperta ufficialmente la sede della missione diplomatica vaticana. Nel 1999, durante la sua visita in Romania, Papa Giovanni Paolo alloggiò in questo palazzo.

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CASA GHEORGHE POPOVICI

Una delle poche case private edificate dall’architetto Giulio Magni intorno al 1900, la casa Gheorghe Popovici ricorda un piccolo castello.

L’architettura generale è di natura romantica, con la messa in risalto del cornicione e degli ornamenti della ringhiera. La volumetria asimmetrica della casa è composta da più volumi con rientranze e altezze varie. L’edificio conserva tuttavia una particolare monumentalità grazie all’ingresso dall’asse centrale intermedio. Il profondo arretramento dell’edificio rispetto alla strada lascia spazio a un rigoglioso giardino, dominato dal punto di vista compositivo dalla torre del volume centrale. Sfortunatamente, l’edificio è in stato di degrado.

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CAROL CORA

Carol Cora è stato uno degli architetti di origine italiana che ha lavorato in Romania all’inizio del XX Secolo. Ha dato il suo contributo alla realizzazione di progetti di grande portata come ospedali o chiese, ed ha anche progettato residenze individuali.

CASA FANTOLI

La casa dell’ingegnere italiano Cesare Fantoli è tra le poche case con pittura esterna di Bucarest, progettata e realizzata da Fantoli assieme all’architetto Carol Cora all’inizio del XX Secolo.

Successivamente vennero aggiunte le stalle e nel 1910 lo spettacolare affresco decorativo al livello del cornicione, l’elemento che rende questo edificio tanto speciale. Nel 1914 gli annessi vennero elevati di un piano e la costruzione raggiunse la sua forma attuale. Fortunatamente, la casa Fantoli conserva l’aspetto iniziale anche ai giorni nostri.

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ENZO CANELLA

Enzo Canella è stato un architetto di origine italiana che ha lavorato in Romania nel periodo interbellico e durante la Seconda Guerra Mondiale. I suoi progetti, che si tratti di residenze individuali o di istituzioni pubbliche, si distinguono per la loro creativa originalità.

MUSEO D’ARTE ANTICA OCCIDENTALE “DUMITRU FURNICĂ MINOVICI”

La casa Minovici è un edificio-istituzione costruito secondo il progetto dell’architetto italiano Enzo Canella per l’ingegnere romeno Dumitru Minovici, tra gli anni 1940-1941.

Lo stile scelto è Tudor (c.d. gotico terziario o perpendicolare-inglese) con inserzioni specifiche allo stile normanno, ma anche veneziano. Per mezzo di una porta con linee graziose, gotiche, lavorata in ferro battuto, si attraversa un ponticello che ricorda il c.d. “pont-levis”, della regione del Norfolk. Sopra la porta d’ingresso si trova un bassorilievo del patrono dei cacciatori, Sant’Uberto. La porta, in stile gotico, è in quercia massiccia, copia fedele di quella del castello Hornby di Yorkshire. Un “martello” italiano in bronzo, raffigurante Diana, la dea della caccia, completa questa porta. Tutta la facciata ha un aspetto medioevale, il che le attribuisce un carattere romantico. L’edificio è circondato da un parco in stile inglese, dal quale si può osservare la facciata posteriore composta da numerose finestre quadrate che ricordano lo stile gotico. Il Museo di Arte Antica Occidentale venne istituito nel 1947, dopo che i coniugi Minovici donarono la casa e la collezione d’arte all’Accademia di Romania.

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IMMOBILE IN VIALE CAROL I

L’edificio ha l’architettura specifica degli immobili destinati alla locazione, costruiti durante il periodo interbellico sui grandi viali della capitale. Opera dell’architetto Enzo Canella, l’immobile si affaccia su due vie principali.

È caratterizzato da volumi semplici, sobrietà, simmetria, mancanza di decorazione, utilizzo della finestra a battente e da un ingresso in evidenza. Gli ultimi piani sono rientranti rispetto al corpo dell’edificio. La facciata che dà sul Viale Carol I è fiancheggiata da due volumi distaccati. L’ingresso monumentale presenta un approccio diverso mediante l’utilizzo di vari materiali e l’esagerazione della proporzione in verticale. La facciata verso Calea Moșilor è separata dal volume centrale.

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ISTITUTO CATTOLICO PER RAGAZZE “SANTA MARIA”

A Bucarest fu operante sin dalla metà del XIX Secolo l’Istituto Cattolico per Ragazze “Santa Maria”, che godeva del patrocinio della Chiesa Cattolica.

Sul terreno sito al centro di Bucarest venne costruito un primo edificio dell’istituto, che ospitava una scuola e un liceo per ragazze, nonchè una cappella, che venne estesa nel 1925. Tra gli anni 1928-1930, l’Istituto venne esteso, secondo il progetto dell’architetto Enzo Canella, per ospitarvi una scuola cattolica. Canella aggiunse un nuovo corpo a quello esistente, di dimensioni più ampie. Egli mantenne il ritmo delle finestre e continuò il cornicione con il distacco dell’ultimo livello dal resto dell’edificio. Il piano verticale che corrisponde al piano di accesso è contraddistinto da un’ornamentazione diversa. Il grande spazio aperto verso la strada consentì di aggiungere un passaggio che conduceva alla corte interna. Tutta la facciata costituisce un fronte rigoroso e sobrio verso la strada.

Dopo la presa del potere da parte dei comunisti nel 1948, l’Istituto venne chiuso e i suoi edifici divennero proprietà dello Stato. Il collegio divenne la Facoltà di Lingua Russa presso l’Università di Bucarest, e la cappella una sala di lettura del centro di documentazione del Ministero della Sanità. L’ex collegio è oggi sede della Facoltà di Lingue Straniere.

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GAETANO BURELLY

Antonio Gaetano Burelly (Burelli) (1820-1896) è nato in una famiglia italiana della Romania. Tra gli anni 1853-1858 fu l’architetto della municipalità di Bucarest e progettò la fognatura del fiume Dâmbovița, progetto abbandonato in seguito per mancanza di fondi.

Negli anni 1860 fu professore alla Scuola di Belle Arti e membro della Commissione Estetica della Città. Lavorò poi al tracciato del primo viale di Bucarest, il Viale Elisabeta, tra gli anni 1860-1863.

CASA MINCU

L’architetto Gaetano Burelly comprò in due fasi, nel 1857 e nel 1863, un terreno al centro di Bucarest, con l’intento di costruirvi la propria casa. Questa venne edificata tra gli anni 1874-1876. Intorno al 1890, Burelly vendette l’immobile all’architetto romeno Ion Mincu, il quale lo risistemò.

L’aspetto attuale ha un concetto unitario. Mincu rimodellò l’edificio in più tappe: con la risistemazione degli interni, il rifacimento delle facciate e la sopraelevazione degli annessi. Le facciate ricevettero nuovi riquadri di porte e finestre, cinte e cornici, modanature e pilastri, tutti di natura neoromena. Dopo la morte di Mincu nel 1912, la costruzione rimase in gran parte inalterata, mentre la planimetria interna immaginata da Burelly e da Mincu subirono modifiche dopo la Seconda Guerra Mondiale, quando vennero ristretti gli spazi abitati dagli eredi; altri spazi vennero affittati. La casa viene è ripartita per poter accogliere più persone e gli ornamenti pregevoli vengono coperti o deteriorati.

Soltanto dopo il 2000 la residenza suscitò l’interesse dell’Ordine degli Architetti di Romania, che la acquistò per restaurarla e inaugurarvi nel 2012 la propria sede, adibita anche a centro espositivo.

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IGINIO VIGNALI

Iginio Vignali è stato un architetto e un imprenditore di origine italiana che ha lavorato in Romania nella prima metà del XX Secolo. Egli proveniva da una famiglia presente in Romania dal 1866. Vignali ottenne la cittadinanza nel 1903. Fu impegnato nel corso di decenni in numerosi progetti: fabbriche, immobili destinati a diventare uffici, scuole, abitazioni individuali, pavimentazioni stradali, ecc.

SANATORIO “SAINT VINCENT DE PAUL”

Negli anni '30 venne costruito sul Viale Aviatorilor un nuovo corpo del Sanatorio “Saint Vincent de Paul”, contemporaneamente alla Chiesa francese Sacré-Coeur, appartenente a una congregazione di suore.

Il nuovo corpo del sanatorio fu opera dell’architetto Iginio Vignali, che decise di usare le influenze moresche, così di moda all’epoca, per conferire personalità all’edificio. Nel 1948, il primo anno di regime comunista in Romania, le suore, costrette ad abbandonare il Paese, vendettero allo Stato francese gli edifici. Lo Stato comunista romeno nazionalizzò lo stesso anno la proprietà, dove stabilì la propria sede l’Istituto di Endocrinologia “C. I. Parhon”, fondato nel 1946. L’edificio ospita tutt’ora il predetto istituto.

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D

Spazi Urbani

Gli edifici con influenze di varie epoche o progettati da architetti italiani non sono gli unici a rappresentare l’impronta italiana a Bucarest. L’Italia, culla della cultura, è ricordata da denominazioni di strade, piazze, parchi e monumenti in tutta la città.

La maggior parte delle denominazioni stradali e dei monumenti, hanno resistito, con alcune significative eccezioni, al passaggio del tempo e ai regimi politici succedutisi in Romania.

TOPONOMASTICA STRADALE DEL PASSATO

Al centro di Bucarest si trovano tre strade che nel passato hanno avuto il nome di alcuni italiani celebri, la cui denominazione è stata successivamente cambiata. Le vecchie strade Vittorio Emanuele III e Benito Mussolini hanno cambiato le denominazioni rispettivamente in Henri Coandă e Nicolae Iorga dopo la Seconda Guerra Mondiale, modifiche imposte dalle nuove realtà politiche e ideologiche. La via Orlando ha cambiato di recente la denominazione in Strada Gina Patrichi.

VIA HENRI COANDĂ - EX VITTORIO EMANUELE III

Vittorio Emanuele III (1869- 1947) è stato Re d’Italia (1900- 1946), imperatore dell’Etiopia (1936-43) e re dell’Albania (1939-43). Il suo regno è stato caratterizzato da due guerre mondiali, dall’affermazione e la decadenza del fascismo nel Regno d’Italia. Ha assistito dall’esilio alla proclamazione della Repubblica (1946).

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VIA NICOLAE IORGA - EX BENITO MUSSOLINI

Benito Mussolini (1883-1945) è stato il Duce del fascismo in Italia (1922-1943). Avvalendosi del proprio carisma, del controllo della stampa e dell’intimidazione degli avversari, distrusse il sistema democratico, instaurando una dittatura totalitaria.

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VIA GINA PATRICHI - EX ORLANDO

Vittorio Emanuele Orlando (1860-1952) è stato un diplomatico, giurista e politico italiano, Primo Ministro e ministro del Regno d’Italia, ma anche presidente dell’Assemblea Costituente che ha proclamato la Repubblica (1946). Ha sostenuto la Grande unione della Romania del 1918.

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QUARTIERE FLOREASCA

L’attuale quartiere Floreasca era nel XVII Secolo una proprietà terriera intorno alla città di Bucarest, appartenente ai boiardi Florescu.

Nel 1935 venne inaugurata in questo quartiere la prima grande catena di montaggio dell’Europa Orientale del produttore di automobili Ford, in contrasto con la zona semi-rurale e la discarica sita nelle vicinanze. Nel 1957, il regime comunista riabilitò il nuovo quartiere Floreasca, con cinematografo, scuola, sala di ginnastica, parchi, spazi commerciali e decine di immobili-standard in stile realistico-socialista, secondo il modello sovietico. Molte delle nuove vie ricevettero anche il nome di compositori italiani.

VIA GIUSEPPE GARIBALDI

Giuseppe Garibaldi (1807-1882) generale e uomo politico italiano, è uno dei “padri della Patria” italiana. Personaggio storico essenziale del Risorgimento italiano, ha guidato e lottato in prima fila in molte campagne militari che hanno portato alla formazione dell’Italia unita.

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VIA GIACOMO PUCCINI

Giacomo Puccini (1858-1924) è stato un compositore italiano di opera, rappresentante della corrente artistica realista del “verismo”. Egli apprezzava particolarmente i cantanti romeni.

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VIA GIUSEPPE VERDI

Giuseppe Verdi (1813-1901) è stato un compositore italiano. A partire dal 1860, il suo nome diventa simbolo del movimento di liberazione del nord d’Italia dal dominio austriaco, sotto la direzione della dinastia dei Savoia. Nel 1874 fu nominato senatore nel parlamento italiano, pur continuando l’attività musicale.

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VIA GIOACCHINO ROSSINI

Gioacchino Rossini (1792-1868) è stato uno dei più applauditi e popolari compositori italiani, godendo di una fama straordinaria già durante la sua vita, grazie alla bellezza delle sue melodie e arie cariche di ottimismo.

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VIA LUIGI GALVANI

Luigi Galvani (1737-1798) è stato un medico italiano. Nel 1780 ha scoperto il processo di galvanizzazione, che prenderà il suo nome. Ha messo le basi dell’elettro-chimica cellulare mediante l’osservazione del fenomeno di contrazione muscolare dei piedi delle rane al contatto con la corrente elettrica.

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VIA GAETANO DONIZETTI

Gaetano Donizetti (1797-1848) è stato uno dei piú celebri compositori italiani famosi d’opera. I suoi lavori hanno subito l’influenza di Gioacchino Rossini. Donizetti è stato un prolifico compositore di musica colta.

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ALTRE ZONE

Nomi italiani di strade si ritrovano in varie altre zone della città, e non sono raggruppati in un unico quartiere. Il passante può essere sorpreso in ogni momento dallo scoprire un po’ di storia italiana sulle placche stradali.

VIA ROMA

Roma, capitale d’Italia e “Città eterna”, posizionata sulle due rive del Tevere - capitale della Repubblica Romana, dell’Impero Romano e cuore della Chiesa Cattolica.

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VIA ITALIANA

Italiana è la via con la denominazione italiana più ovvia di Bucarest, simbolizza l’eredità culturale della comunità italiana di Bucarest e della Romania.

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VIA ING. GUGLIELMO MARCONI

Guglielmo Marconi (1874-1937) è stato un ingegnere e fisico italiano, Premio Nobel per la Fisica, inventore del telegrafo senza fili e dell’antenna di emissione collegata a terra.

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VIA CRISTOFORO COLOMBO

Cristoforo Colombo (1451-1506) è stato un navigatore originario di Genova. Ha navigato verso l’ovest, sull’Oceano Atlantico, in cerca di una rotta verso l’Asia, scoprendo così un nuovo continente, l’America.

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VIA PITTORE ROMANO

Giulio Romano (c. 1499-1546) è stato un pittore e architetto italiano. Fu discepolo di Raffaello. Il suo allontanamento stilistico dal classicismo del Rinascimento fece sorgere nel XVI Secolo il nuovo stile del Manierismo.

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VIA LUIGI CAZZAVILLAN

Luigi Cazzavillan (1852-1903) è stato giornalista, volontario nell’esercito di Garibaldi, nell’esercito francese e nella Legione italiana. Arrivò nel 1877 in Romania, iniziando a scrivere per i giornali italiani della capitale. Diventò professore di lingua italiana, e in seguito istituì la Scuola Italiana. Nel 1884 fondò il giornale “Universul“ (l’Universo), molto famoso e di grande tiratura all’epoca, il prototipo del quotidiano moderno.

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VIA PRIMO NEBIOLO

Primo Nebiolo (1923-1999) è stato presidente della Federazione Mondiale di Atletica Leggera (1981-1999). Da giovane atleta, egli praticava il salto in lungo. È stato membro del Comitato Olimpico Internazionale ed è riuscito, grazie ai suoi sforzi, a contribuire all’organizzazione delle Olimpiadi invernali nella sua città natale, Torino, nel 2006.

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PIAZZE, PARCHI, MONUMENTI

Oltre alle strade con vecchie o nuove denominazioni legate all’Italia, Bucarest vanta anche altri luoghi che ricordano il Bel Paese. Piazze frequentate dalla gente e dalle auto, parchi e monumenti pubblici, alcuni realizzati da scultori italiani o dedicati a italiani celebri, sono tutti elementi che compongono il mosaico delle influenze urbane italiane a Bucarest.

PIAZZA ROMANA

Una delle più belle e importanti piazze di Bucarest, Piazza Romana ha preso la sua denominazione dalla via Romana (attualmente Mihai Eminescu), la quale intorno al 1900 partiva da qui. Nel 1907 venne eretto nella rotonda un monumento dedicato all’uomo politico Lascăr Catargiu e l’incrocio prese la denominazione Piazza Lascăr Catargiu.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, lo spazio ritornò alla denominazione iniziale e il monumento a Catargiu venne rimosso per motivi ideologici dal regime comunista. Tra gli anni 1916-1926, nella Piazza Romana venne costruito uno dei più emblematici edifici di Bucarest, l’Accademia degli Studi Economici. Gli anni '30 hanno portato il modernismo: nell'angolo con il viale Magheru si alza l’immobile Palladium, crollato in parte a causa del terremoto del 1977 e ricostruito successivamente. All’angolo opposto venne inaugurato nel 1960 un edificio caratterizzato da un colonnato, ben noto a tutti gli abitanti di Bucarest.

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PIAZZA ROMA E LA LUPA

Piazza Roma nasce nel 1908, quando nella Piazza San Giorgio del vecchio centro di Bucarest venne portata la copia della Lupa Capitolina. Lo spazio era già un incrocio circolare estremamente colorato e animato da commercianti venuti da ogni dove per vendere le merci su via Lipscani, la principale e più tradizionale via commerciale di Bucarest.

Piazza Roma scomparve dalla mappa nel momento dell’apparizione dell’attuale viale I. C. Brătianu negli anni '30 e rimase soltanto un ricordo, soprattutto dopo lo spostamento della Lupa. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, essa fu quasi dimenticata. La Piazza Roma è rinata in modo sorprendente nel 2010, quando la Lupa venne riportata qui e lo spazio ricevette di nuovo ufficialmente la denominazione. Alla cerimonia partecipò anche il Sindaco di Roma. Piazza Roma rimane un popolare luogo d’incontro per gli abitanti di Bucarest, di nuovo animato come un secolo fa.

Nel 1906, in occasione del 40º anniversario del regno di Carlo I di Romania e della celebrazione di 1800 anni dalla conquista romana della Dacia, l’Italia donò alla Romania una copia del monumento romano della “Lupa Capitolina” – la leggendaria lupa che allatta Romolo e Remo, fondatori di Roma. La copia in bronzo fu realizzata da uno scultore anonimo. La lupa si erge su un piedestallo in pietra il quale presenta da un lato l’acronimo SPQR (Senatus PopulusQue Romanus – il Senato e il Popolo Romano), e, dall’altro, lo scudo con lo stemma di Bucarest, raffigurante San Demetrio, protettore della città.

La Lupa è la statua più “riposizionata” di Bucarest. Svelata nel 1906 nel Parco Carol I, venne risistemata nel 1908 nella Piazza San Giorgio, diventata Piazza Roma. Nel 1931, fu spostata sulla collina della Patriarchia, per lasciare spazio al tracciato del viale tra Piazza dell’Unione e Piazza dell’Università. Nel 1965, le autorità comuniste la spostarono nella Piazza Dorobanților, dove rimase fino al 1997, quando venne portata in Piazza Romana. Alla fine, la Lupa nel 2010 ha fatto il suo ritorno in Piazza Roma a seguito di un accordo tra il Sindaco della città di Bucarest, il Sindaco di Roma e l’Ambasciatore d’Italia a Bucarest. Lungo il suo viaggio nella capitale, è stata più volte rubata, in parte (Romolo o Remo) o interamente e ritrovata. In alcuni periodi è anche “scomparsa” ufficialmente, ad esempio in occasione dei suoi vari restauri.

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PARCO E FONTANA LUIGI CAZZAVILLAN

Il parco Luigi Cazzavilan si trova nel cuore di Bucarest. Fu inaugurato nel 1905, con un progetto che richiamava lo spirito dei giardini italiani dell’epoca.

La configurazione iniziale prevedeva un reticolato geometrico, con viuzze circolari e accessi in diagonale, affiancati da file di alberi. Tutte le diagonali portavano al monumento sito al centro del parco, una fontana che ha come elemento centrale il busto del giornalista Luigi Cazzavillan. Durante il regime comunista, il parco perse l’aspetto iniziale e divenne un terreno abbandonato ed arido, con alcune altalene per i bambini. Il monumento e la fontana andarono presto in rovina a causa dell’incuria. Tutto lo spazio venne risistemato nel 2005 e riportato a una condizione simile a quella del 1905. L’insieme, inclusi i frontoni degli edifici dei dintorni, è rappresentativo della Bucarest dell’inizio del XX Secolo.

Il monumento con fontana dedicato a Luigi Cazzavillan fu eretto nel 1905 dallo scultore Filip Marin. L’insieme si compone del busto in bronzo di Cazzavillan, fissato su un piedistallo in pietra di Dobrogea, in mezzo a un bacino della stessa pietra ornato da elementi in stile barocco. Il piedistallo è circondato da due angeli con una placca sul ginocchio e due amorini in bronzo (figure di angeli da composizioni iconografiche o decorative rinascimentali e barocche). L’amorino di destra tiene in una mano il giornale “L’Universo”, fondato da Luigi Cazzavillan nel 1884. Sul piedistallo ci sono anche alcuni versi dedicati a Cazzavillan.

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PARCO VERDI

Il parco Verdi si trova nel quartiere Floreasca ed è collegato alla via Giuseppe Verdi. Il terreno ha fatto parte della zona settentrionale dell’Ippodromo Floreasca, inaugurato nel 1922.

Nel 1924, la Società proprietaria dell’ippodromo venne liquidata e la Società Nazionale per la Cura dei Cavalli di razza (SNIC) comprò il terreno, che si trova nella parte meridionale dell’area. Le corse al trotto si spostarono nel nuovo ippodromo di Băneasa (dove è oggi la Casa della Stampa), e i terreni vennero inclusi nel piano di lottizzazione del quartiere Floreasca. All’inizio, i membri della giunta e gli autori dei piani di sistematizzazione del 1935-1939 desideravano includere tutti questi terreni nello spazio verde della città, mediante la creazione di un parco.

La SNIC viene sciolta nel 1946 e il terreno dell’attuale parco rimase non edificato. Negli anni '50, i terreni che appartenevano alla SNIC passarono sotto la proprietà dello Stato e venne predisposto uno spazio verde per la popolazione della zona appena costruita. Il parco Verdi è stato da sempre abbastanza modesto, senza dotazioni particolari. A partire dagli anni '90 iniziarono varie controversie e si prese a restituire i terreni ai proprietari, processo che è terminato quasi interamente nel 2006, salvo un terreno rimasto privo di costruzioni.

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BUSTO DI GIUSEPPE GARIBALDI

Opera dello scultore C. Pandolfini, il busto venne collocato nel 1963 nel parco sito davanti al Cinematografo Floreasca, adiacente a via Giuseppe Garibaldi, in un momento in cui tutto il quartiere Floreasca veniva completamente trasformato e ammodernato alla fine degli anni ‘50. Il busto rende omaggio a uno dei fondatori dell’Italia moderna.

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STATUA DI ION HELIADE RĂDULESCU

Opera in marmo realizzata a Roma dallo scultore italiano Ettore Ferrari, fu inaugurata nel 1880 nella Piazza dell’Università. Rappresenta Ion Heliade-Rădulescu, scrittore, filologo e uomo politico, membro fondatore dell’Accademia di Romania.

Heliade Rădulescu guarda verso l’Università di Bucarest in posa declamatoria, con la testa leggermente chinata in avanti e tenendo un libro nella mano sinistra. Tra gli anni 2010-2012 la statua è spostata per la realizzazione del parcheggio sotterraneo all’Università, per essere poi collocata al posto originario nel 2012.

MONUMENTO DI BARBU CATARGIU

Opera dello scultore italiano Raffaello Romanelli, fu inaugurato nel 1900. Barbu Catargiu è stato un giornalista e uomo politico romeno, Primo Ministro della Romania fino al 1862, quando fu assassinato.

Alla sua memoria gli amici e gli ammiratori realizzarono questo monumento che raffigura Catargiu nel momento della morte. Inizialmente All’inizio, l’insieme fu posto dall’altro lato della collina della Patriarchia, dove oggi si trova un edificio del 1985, per la cui edificazione il monumento a Catargiu è stato spostato. Soltanto all’inizio degli anni 2000 il Comune di Bucarest ha recuperato la statua, collocandola nella parte sinistra della collina della Patriarchia. Il piedestallo piedistallo non è originale.

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MONUMENTO DEGLI EROI INFERMIERI

Opera dello scultore italiano Raffaello Romanelli, fu inaugurato nel 1932 e dedicato alla memoria dei medici, degli infermieri, delle suore volontarie che hanno salvato vite sui fronti della Prima Guerra Mondiale.

Il piedistallo in marmo, composto da alti gradini sovrapposti, presenta una cinta di altorilievi con scene dell’attività degli infermieri, sul campo di battaglia o nelle sale degli ospedali da campo: portaferiti sul campo di battaglia raccolgono feriti; un gruppo di chirurghi militari operano; un infermiere offre acqua a un soldato ferito; una suora di carità benda un ferito; un ospedale da campo.

Sul lato principale, il personaggio femminile centrale, una donna in divisa di suora di carità, potrebbe essere la stessa Regina Maria di Romania. Dal terzo gradino del piedistallo partono quattro colonne che sostengono una piattaforma dello stesso marmo giallo tenue dove è poggiato un gruppo statuario in bronzo composto da tre personaggi: un eroe caduto, nudo, travolto dalla sofferenza; un personaggio femminile simbolico, che porta una sciabola e una corona; e un soldato infermiere che aspetta di ricevere sulla fronte il segno della gloria conquistata nella lotta. Sulla facciata principale del piedistallo, su una piastra in travertino, è scritto con lettere in rilievo: “Agli eroi infermieri - 1916-1920”. La costruzione della prima linea della metropolitana di Bucarest (1979) necessitò lo smontaggio del monumento, ripristinato poi nel 1981 e collocato nello stesso posto, nella forma iniziale.

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E

PRESENTE

Le influenze italiane sulla capitale della Romania continuano anche oggi, pur se meno numerose rispetto a quelle del passato.

Bucarest nell’ultimo decennio si è sviluppata in modo significativo, e due investimenti importanti che hanno migliorato la qualità della vita e la funzionalità della città sono stati indubbiamente il Passaggio Basarab e il nuovo terminal dell’Aeroporto Internazionale “Henri Coandă”, progetti di grande rilievo ai quali ha dato un contributo importante la compagnia italiana Astaldi.

2011

PASSAGGIO BASARAB

Il passaggio sopraelevato Basarab è stato costruito al fine di fluidificare il traffico nella zona nord-ovest di Bucarest e di integrare l’anello interno di circolazione della città.

La costruzione presenta due corsie di circolazione su ogni senso e due binari di tram. Nella zona settentrionale la costruzione è composta da un ponte con un’altezza dei pilastri di 84 metri. Questo passa sopra la ferrovia. Il passaggio è stato costruito dalla compagnia spagnola FCC Construccion insieme alla compagnia italiana Astaldi. È stato aperto alla circolazione dei veicoli e dei tram nel 2011, mentre la fermata del tram che fa da collegamento con la metropolitana è stata inaugurata nel 2012.

Prima della costruzione del passaggio Basarab, sullo stesso posto si innalzava una passerella metallica pedonale degli anni ‘30, ed in precedenza un ponte in mattone della fine del XIX secolo. La passerella metallica era stata ideata come una soluzione provvisoria, da sostituire con un passaggio ampio, vista l’esigenza dell’ammodernamento imposto dallo sviluppo dell’epoca in prossimità della Stazione Nord, la stazione principale di Bucarest. La Seconda Guerra Mondiale e la riorganizzazione delle priorità di sviluppo di Bucarest sotto il regime comunista del dopoguerra ritardò però l’apparizione del passaggio Basarab di oltre metà secolo.

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2012

NUOVO TERMINAL “HENRI COANDĂ”

Il nuovo terminal, inaugurato nel 2012, fa parte della terza fase del programma di sviluppo e ammodernamento dell’Aeroporto Internazionale “Henri Coandă”. Il terminal, al quale ha dato un contributo anche la compagnia italiana Astaldi, soddisfa le richieste di tutti i voli interni e internazionali.

Le linee per la scansione dei bagagli da stiva del sottosuolo sono attualmente le più moderne d’Europa e la capacità di gestione del volume di passeggeri dell’aeroporto è raddoppiata grazie ai nuovi sportelli di check-in, alle porte d’imbarco, alla riconfigurazione e al ridimensionamento della corsia per autoveicoli e autobus davanti al terminal delle partenze.

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Contatto

Autori

Dinu-Alexandru Popescu / www.rubrick.ro

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Fotografi

Andrei Tudoran / andreitudoran.com

Lucian Baraitaru / fb.com/dincolodefatade

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Petre Popescu

Coordinamento:

Ambasciata d'Italia a Bucarest

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Ti ha fatto piacere visitare questo sito? Allora, aiutaci a rendere completo il quadro delle influenze italiane a Bucarest! Guardati attentamente attorno quando cammini per la città, e scatta delle foto con gli edifici che ti sembrano recare impronte italiane classiche/ razionali o che sono stati ideati da architetti italiani. Se trovi strade, parchi, piazze o monumenti che hanno un legame con l’Italia, mettiti subito a fare delle foto! Compila il seguente modulo con i tuoi dati, allega una foto con la presentazione e inviacela! Se l’identificazione sarà quella giusta, l’obiettivo da te scoperto verrà aggiunto alla mappa e te lo faremo sapere! Buona esplorazione!

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PRESENTE

NUOVO TERMINAL “HENRI COANDĂ”

Il nuovo terminal, inaugurato nel 2012, fa parte della terza fase del programma di sviluppo e ammodernamento dell’Aeroporto Internazionale “Henri Coandă”. Il terminal, al quale ha dato un contr...


ARCHITETTI

CASA I. TABACU

È forse la più nota creazione di Victor Asquini, edificata nel 1935 in una zona dell’antico quartiere ebraico di Bucarest. Il quartiere ha subito profondi mutamenti a seguito della sistemazione u...


PALAZZI

PALAZZO MOGOȘOAIA

Attorno al 1702 il principe Constantin Brâncoveanu fece costruire un palazzo alla periferia di Bucarest in stile Brâncoveanu, con elementi di matrice classica italiana, come la facciata verso il lag...


PROPRIETÀ ITALIANE

RESIDENZA DELL’AMBASCIATORE D’ITALIA

L’edificio, inizialmente di proprietà della famiglia Stolojan-Brătianu e in seguito abitato da un facoltoso commerciante norvegese, fu acquistato dallo Stato italiano nel 1920 e adibito a Residenz...


PROPRIETÀ ITALIANE

LA CHIESA ITALIANA ”PARROCCHIA DEL SANTISSIMO REDENTORE”

La Chiesa Italiana “Parrocchia del Santissimo Redentore” fu costruita tra gli anni 1915 e 1916 su un terreno donato dalla municipalità di Bucarest alla comunità italiana.


PROPRIETÀ ITALIANE

SCUOLA ITALIANA

La vecchia Scuola italiana è un monumento di Bucarest che non esiste più. Era stata costruita su progetto dell’architetto italiano Giulio Magni nello stile dell’accademismo rinascimentale, con i...


PROPRIETÀ ITALIANE

PARCO NICOLAE IORGA

Il parco Nicolae Iorga è un’oasi tranquilla e discreta nella frenesia del traffico intenso di Calea Victoriei.


PALAZZI

PALAZZO ROMANIT

Il palazzo fu costruito intorno al 1812 e, poco tempo dopo, divenne proprietà dell’uomo d’affari greco Grigore Romanit. Quest’ultimo finì la costruzione e l’arredò con interni lussuosi.


PALAZZI

PALAZZO ȘTIRBEI

Costruito tra gli anni 1833-1835 da Barbu Știrbei, principe della provincia storica della Valacchia, il palazzo divenne rapidamente un’attrazione della città.


PALAZZI

PALAZZO GHICA-TEI

Il Palazzo Ghica-Tei si trova sulla riva del lago del parco Plumbuita. Fu iniziato dal principe Grigore Dimitrie Ghica nel 1822 e ultimato nel 1832 dall’architetto catalano-romeno Xavier Villacrosse...


PALAZZI

UNIVERSITÀ DI BUCAREST

Il corpo centrale dell’Università di Bucarest fu costruito negli anni 1857-1869 dall’architetto Alexandru Orăscu.


PALAZZI

PALAZZO VENEZIANO

Costruito nel 1901, il Palazzo Veneziano si trova attualmente in uno stato di avanzato degrado. Secondo la leggenda, l’immobile fu la residenza del giornalista di origine italiana Luigi Cazzavillan,...


PALAZZI

CINEMA ”TRIANON”

È il primo cinema costruito su viale Regina Elisabeta, nel 1884, dall’architetto Alexandru Orăscu.


PALAZZI

CASA SĂVULESCU

La bellissima casa collocata accanto a Piazza Amzei venne edificata nel 1883, e diventò la residenza dell’architetto romeno Alexandru Săvulescu (1847-1902), fondatore ed esponente di spicco della ...


PALAZZI

VILLA RINASCIMENTALE

La bella villa sembra aver avuto un uso religioso prima della Seconda Guerra Mondiale, come suggerisce lo scudo con una croce posto sopra l’ingresso principale.


PALAZZI

BANCA CHRISSOVELONI

La Banca Chrissoveloni è stata una delle più importanti banche romene. La sede centrale si trova tuttora nel centro storico di Bucarest, su Strada Lipscani, nel palazzo con lo stesso nome costruito ...


PALAZZI

PALAZZO

Fu costruito nel 1954 per chiudere il punto di fuga della prospettiva verso sud di Piazza della Rivoluzione. La facciata si fonda su regole classiche di composizione architettonica e si impone nello s...


PALAZZI

LIBRERIA BUCHHOLZ

Conosciuta attualmente come l’Immobile Kretzulescu, la Libreria Buchholz risale al 1941 ed è ispirata all’architettura classica italiana. Al pianterreno ha un portico con archi in pieno centro di...


PALAZZI

SCUOLA SUPERIORE DI GUERRA

Il grandioso edificio sito sulla collina Cotroceni è un tributo all’architettura razionalista totalitaria di stampo italiano. Inaugurato nel mese di dicembre del 1939, venne realizzato dall’archi...


PALAZZI

IMMOBILE UGIR

Inaugurato nel 1938, è opera dell’architetto Constantin Moșinschi, il quale ha progettato l’edificio per ospitare la sede dell’Unione Generale degli Industriali di Romania (UGIR), una delle pi...


PALAZZI

CASA AUTONOMA DEI MONOPOLI

La Casa Autonoma dei Monopoli fu costruita dall’architetto Duiliu Marcu tra gli anni 1934 e 1941.


PALAZZI

PALAZZO DELLE FERROVIE ROMENE

La costruzione del Palazzo delle Ferrovie Romene iniziò nel 1937, al fine di riunire in un unico edificio tutti i reparti dell’Amministrazione delle Ferrovie, divisa all’epoca in più immobili.


PALAZZI

PALAZZO VICTORIA

La costruzione del Palazzo Victoria, opera dell’architetto Duiliu Marcu, iniziò nel 1937 e si concluse nel 1944. L’edificio fu progettato per ospitare il Ministero degli Affari Esteri, la cui pre...


PALAZZI

STAZIONE REALE BĂNEASA

La Stazione Reale Băneasa risale al 1936 e fu costruita per creare un contesto solenne dove ricevere i membri della Famiglia Reale e i rappresentanti ufficiali stranieri.


PALAZZI

BANCA NAZIONALE DI ROMANIA

La Banca Nazionale di Romania, fondata nel 1880, ha la sede nel centro storico di Bucarest, in un palazzo monumentale. Esso rappresenta la seconda sede, oltre a quella originaria sita nella più antic...


PALAZZI

MINISTERO DEGLI AFFARI INTERNI

Il palazzo del Ministero dell’Interno ha una storia molto interessante e tumultuosa. Nel 1938, l’architetto Paul Smărăndescu venne incaricato di preparare il progetto dell’edificio.


PALAZZI

PALAZZO REALE

Nel 1926, il vecchio Palazzo Reale di Bucarest, edificio del XIX Secolo, fu gravemente danneggiato da un incendio. Tra il 1930 e il 1937, il re Carol II iniziò i lavori di ristrutturazione e di ampli...


PALAZZI

MUSEO THEODOR AMAN

Il museo Theodor Aman funziona come tale dalla sua apertura, nel 1908, nell’abitazione del pittore Theodor Aman.


PALAZZI

CASSA PENSIONI DELLA CASSA DI RISPARMIO

Edificato nel 1939 sulla riva del fiume Dâmbovița, l’imponente immobile è opera dell’architetto Nicolae Cucu. Lo stile neoclassico monumentale, ispirato dall’Italia di Mussolini, è concepito...


PALAZZI

CASSA PENSIONI DEI TEATRI NAZIONALI E DELLE OPERE ROMENE

Immobile massiccio degli anni '30, con influenze totalitaristiche dell’epoca e edificato secondo i piani dell’architetto Nicolae Cucu sulla via General Berthelot, per diventare sede della Cas...


PALAZZI

PALAZZO ”CREDITO INDUSTRIALE”

Il famoso palazzo ad arco fu edificato tra gli anni 1934-1935 dall’architetto George Matei Cantacuzino per ospitare la Società “Credito Industriale”, che aveva il compito di sostenere finanziar...


PALAZZI

EDIFICIO AD USO UFFICIO

L’edificio, con le sue linee semplici, la mancanza di decorazione, la sua dimensione imponente e la simmetria, rappresenta bene il modernismo razionalista interbellico di origine italiana.


PALAZZI

IMOBIL AMZEI

Imobilul are o volumetrie simplă și, similar altor construcții din aceeași perioadă și categorie stilistică, este simetric.


PALAZZI

ISTITUTO DI AGRONOMIA DELLA ROMANIA

La sede attuale dell’Accademia delle Scienze Agricole e Forestali “Gheorghe Ionescu Sisești” fu inaugurata nel 1937 e fu realizzata dagli architetti Ștefan Petrenelli, Florea Stănculescu e Le...


PALAZZI

MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI

La sede attuale del Ministero degli Esteri fu progettata negli anni '30, secondo lo stile razionalista e funzionalista degli edifici ufficiali di quel periodo, influenzati dall’architettura del...


PALAZZI

CASA STURDZA

L’edificio, sito al centro di Bucarest e contenente elementi di facciata di stampo neoclassico italiano, è appartenuto all’uomo politico Dimitrie Sturdza, Presidente dell’Accademia di Romania e...


PALAZZI

IMMOBILE IN VIA STAVROPOLEOS

Edificata nel 1883 nel centro vecchio di Bucarest, secondo i piani dell’architetto Richard Krafft, la costruzione è una delle più imponenti della zona.


PALAZZI

IMMOBILE GUTENBERG

L’edificio, che si erge sulla riva del fiume Dâmbovița, risale agli anni '30. All’epoca della costruzione era uno dei più moderni edifici della vecchia periferia Gorgan, in prevalenza comp...


PALAZZI

CASA SCARLAT KRETZULESCU

La Casa Scarlat Kretzulescu, costruzione di stile neoclassico italiano, venne edificata nel 1839. Quando fu costruita, era uno degli edifici più imponenti di Bucarest.


ARCHITETTI

VILLA ENCULESCU

L’immobile, edificato tra gli anni 1939-1940, fa parte della sistemazione urbanistica tipica del periodo interbellico, caratterizzata da costruzioni isolate e appartate rispetto alla strada e giardi...


ARCHITETTI

IMMOBILE APOSTOLESCU

L’immobile costruito tra gli anni 1937-1938 secondo i piani dell’architetto Victor Asquini ha una geometria fortemente frammentata, caratterizzata dal gioco dei volumi, dall’utilizzo dei balconi...


ARCHITETTI

CASA POMOJESCU

Nella prospettiva che la zona divenisse ad alta densità abitativa, la costruzione, realizzata tra gli anni 1941 e 1942, supera gli edifici vicini per altezza e volume. Si distingue anche per la fattu...


ARCHITETTI

IMMOBILE RESIDENZIALE

L’immobile occupa quasi tutto il lotto sul quale è sito, seppur la parte frontale si distingua mediante le differenze di allineamento.


ARCHITETTI

IMMOBILE AD USO ABITATIVO

Costruito tra gli anni 1939-1940, l’edificio progettato dall’architetto Victor Asquini occupa un lotto posto all’incrocio di due strade. Attraverso il suo adeguamento volumetrico, la posizione ...


ARCHITETTI

VILLA BĂNEASA

Con il gioco di volumi e la relativa solidità resa dal rapporto pieno-vuoto, la villa progettata da Asquini nella seconda parte degli anni '30 ben rappresenta l’architettura romantica di influ...


ARCHITETTI

IMMOBILE GHEORGHE DOBRESCU

La costruzione, che risale al 1935, ha una volumetria semplice. Gli unici elementi a supporto sono i vuoti delle finestre e il cornicione, sopra il secondo livello.


ARCHITETTI

IMMOBILE IN VIA DUDEȘTI

L’edificio venne ideato da Victor Asquini alla fine degli anni '30. Esso occupa quasi interamente il suo lotto. E’ unito a due muri divisori e allineato rispetto alla strada.


ARCHITETTI

VILLA IN VIA TINERETULUI

Edificio progettato da Victor Asquini nella seconda parte degli anni ’30, è caratterizzato da una facciata semplice. I principi utilizzati volutamente non mirano ad una volumetria spettacolare, ma ...


ARCHITETTI

IMMOBILE DESTINATO ALLA LOCAZIONE

L’immobile, destinato alla locazione, venne edificato all’inizio degli anni '40 secondo i piani dell’architetto Victor Asquini. L’edificio è caratterizzato da una geometria semplice: la ...


ARCHITETTI

DOGANA BUCAREST DEPOSITI

La Borsa Merci, Controllo e Residenza, parte del complesso industriale della Dogana di Bucarest, è un esempio tipico dell’architettura industriale di Bucarest della fine del XIX Secolo.


ARCHITETTI

SCUOLA COMUNALE MAVROGHENI

La scuola Mavrogheni fu edificata nel 1896, in stile neoromeno. Si trova nel cortile della chiesa Mavrogheni e continua l’attività di una scuola in precedenza funzionante nello stesso perimetro.


ARCHITETTI

CASA ELIE RADU

Nel contesto dei palazzi di Bucarest di oltre un secolo fa, si distingue la casa Elie Radu, progettata da Giulio Magni nel 1898.


ARCHITETTI

MERCATO COPERTO DI TRAIANO

Esso può essere considerato come la più antica costruzione con destinazione di mercato di Bucarest, costruito secondo i piani dell’architetto Giulio Magni e inaugurato nel 1896 nel cuore del quart...


ARCHITETTI

SEMINARIO TEOLOGICO CENTRALE

Il Seminario Teologico Centrale di Bucarest, istituito nel 1834 per l’insegnamento dei futuri sacerdoti della Chiesa Cristiana-Ortodossa, si trasferì nel 1901 nel complesso edificato originariament...


ARCHITETTI

NUNZIATURA APOSTOLICA DELLA SANTA SEDE

Il Palazzo della Nunziatura Apostolica, progettato nel 1901 dall’architetto Giulio Magni, venne preso in custodia dall’Arcivescovo Franz Xaver von Hornstein, nobile svizzero, come sua residenza in...


ARCHITETTI

CASA GHEORGHE POPOVICI

Una delle poche case private edificate dall’architetto Giulio Magni intorno al 1900, la casa Gheorghe Popovici ricorda un piccolo castello.


ARCHITETTI

CASA FANTOLI

La casa dell’ingegnere italiano Cesare Fantoli è tra le poche case con pittura esterna di Bucarest, progettata e realizzata da Fantoli assieme all’architetto Carol Cora all’inizio del XX Secolo...


ARCHITETTI

MUSEO D’ARTE ANTICA OCCIDENTALE “DUMITRU FURNICĂ MINOVICI”

La casa Minovici è un edificio-istituzione costruito secondo il progetto dell’architetto italiano Enzo Canella per l’ingegnere romeno Dumitru Minovici, tra gli anni 1940-1941.


ARCHITETTI

CASA MINCU

L’architetto Gaetano Burelly comprò in due fasi, nel 1857 e nel 1863, un terreno al centro di Bucarest, con l’intento di costruirvi la propria casa. Questa venne edificata tra gli anni 1874-1876...


ARCHITETTI

SANATORIO “SAINT VINCENT DE PAUL”

Negli anni '30 venne costruito sul Viale Aviatorilor un nuovo corpo del Sanatorio “Saint Vincent de Paul”, contemporaneamente alla Chiesa francese Sacré-Coeur, appartenente a una congregazio...


ARCHITETTI

IMMOBILE IN VIALE CAROL I

L’edificio ha l’architettura specifica degli immobili destinati alla locazione, costruiti durante il periodo interbellico sui grandi viali della capitale. Opera dell’architetto Enzo Canella, l...


ARCHITETTI

ISTITUTO CATTOLICO PER RAGAZZE “SANTA MARIA”

A Bucarest fu operante sin dalla metà del XIX Secolo l’Istituto Cattolico per Ragazze “Santa Maria”, che godeva del patrocinio della Chiesa Cattolica.


Spazi Urbani

VIA HENRI COANDĂ - EX VITTORIO EMANUELE III

Vittorio Emanuele III (1869- 1947) è stato Re d’Italia (1900- 1946), imperatore dell’Etiopia (1936-43) e re dell’Albania (1939-43). Il suo regno è stato caratterizzato da due guerre mondiali, ...


Spazi Urbani

VIA NICOLAE IORGA - EX BENITO MUSSOLINI

Benito Mussolini (1883-1945) è stato il Duce del fascismo in Italia (1922-1943). Avvalendosi del proprio carisma, del controllo della stampa e dell’intimidazione degli avversari, distrusse il siste...


Spazi Urbani

VIA GINA PATRICHI - EX ORLANDO

Vittorio Emanuele Orlando (1860-1952) è stato un diplomatico, giurista e politico italiano, Primo Ministro e ministro del Regno d’Italia, ma anche presidente dell’Assemblea Costituente che ha pro...


Spazi Urbani

VIA GIUSEPPE GARIBALDI

Giuseppe Garibaldi (1807-1882) generale e uomo politico italiano, è uno dei “padri della Patria” italiana. Personaggio storico essenziale del Risorgimento italiano, ha guidato e lottato in prima ...


Spazi Urbani

VIA GIACOMO PUCCINI

Giacomo Puccini (1858-1924) è stato un compositore italiano di opera, rappresentante della corrente artistica realista del “verismo”. Egli apprezzava particolarmente i cantanti romeni.


Spazi Urbani

VIA GIUSEPPE VERDI

Giuseppe Verdi (1813-1901) è stato un compositore italiano. A partire dal 1860, il suo nome diventa simbolo del movimento di liberazione del nord d’Italia dal dominio austriaco, sotto la direzione ...


Spazi Urbani

VIA GIOACCHINO ROSSINI

Gioacchino Rossini (1792-1868) è stato uno dei più applauditi e popolari compositori italiani, godendo di una fama straordinaria già durante la sua vita, grazie alla bellezza delle sue melodie e ar...


Spazi Urbani

VIA LUIGI GALVANI

Luigi Galvani (1737-1798) è stato un medico italiano. Nel 1780 ha scoperto il processo di galvanizzazione, che prenderà il suo nome. Ha messo le basi dell’elettro-chimica cellulare mediante l’os...


Spazi Urbani

VIA GAETANO DONIZETTI

Gaetano Donizetti (1797-1848) è stato uno dei piú celebri compositori italiani famosi d’opera. I suoi lavori hanno subito l’influenza di Gioacchino Rossini. Donizetti è stato un prolifico compo...


Spazi Urbani

VIA ROMA

Roma, capitale d’Italia e “Città eterna”, posizionata sulle due rive del Tevere - capitale della Repubblica Romana, dell’Impero Romano e cuore della Chiesa Cattolica.


Spazi Urbani

VIA ITALIANA

Italiana è la via con la denominazione italiana più ovvia di Bucarest, simbolizza l’eredità culturale della comunità italiana di Bucarest e della Romania.


Spazi Urbani

VIA ING. GUGLIELMO MARCONI

Guglielmo Marconi (1874-1937) è stato un ingegnere e fisico italiano, Premio Nobel per la Fisica, inventore del telegrafo senza fili e dell’antenna di emissione collegata a terra.


Spazi Urbani

VIA CRISTOFORO COLOMBO

Cristoforo Colombo (1451-1506) è stato un navigatore originario di Genova. Ha navigato verso l’ovest, sull’Oceano Atlantico, in cerca di una rotta verso l’Asia, scoprendo così un nuovo contine...


Spazi Urbani

VIA PITTORE ROMANO

Giulio Romano (c. 1499-1546) è stato un pittore e architetto italiano. Fu discepolo di Raffaello. Il suo allontanamento stilistico dal classicismo del Rinascimento fece sorgere nel XVI Secolo il nuov...


Spazi Urbani

VIA LUIGI CAZZAVILLAN

Luigi Cazzavillan (1852-1903) è stato giornalista, volontario nell’esercito di Garibaldi, nell’esercito francese e nella Legione italiana. Arrivò nel 1877 in Romania, iniziando a scrivere per i ...


Spazi Urbani

PIAZZA ROMANA

Una delle più belle e importanti piazze di Bucarest, Piazza Romana ha preso la sua denominazione dalla via Romana (attualmente Mihai Eminescu), la quale intorno al 1900 partiva da qui. Nel 1907 venne...


Spazi Urbani

PIAZZA ROMA E LA LUPA

Piazza Roma nasce nel 1908, quando nella Piazza San Giorgio del vecchio centro di Bucarest venne portata la copia della Lupa Capitolina. Lo spazio era già un incrocio circolare estremamente colorato ...


Spazi Urbani

PARCO E FONTANA LUIGI CAZZAVILLAN

Il parco Luigi Cazzavilan si trova nel cuore di Bucarest. Fu inaugurato nel 1905, con un progetto che richiamava lo spirito dei giardini italiani dell’epoca.


Spazi Urbani

BUSTO DI GIUSEPPE GARIBALDI

Opera dello scultore C. Pandolfini, il busto venne collocato nel 1963 nel parco sito davanti al Cinematografo Floreasca, adiacente a via Giuseppe Garibaldi, in un momento in cui tutto il quartiere Flo...


Spazi Urbani

STATUA DI ION HELIADE RĂDULESCU

Opera in marmo realizzata a Roma dallo scultore italiano Ettore Ferrari, fu inaugurata nel 1880 nella Piazza dell’Università. Rappresenta Ion Heliade-Rădulescu, scrittore, filologo e uomo politico...


Spazi Urbani

MONUMENTO DI BARBU CATARGIU

Opera dello scultore italiano Raffaello Romanelli, fu inaugurato nel 1900. Barbu Catargiu è stato un giornalista e uomo politico romeno, Primo Ministro della Romania fino al 1862, quando fu assassina...


Spazi Urbani

PARCO VERDI

Il parco Verdi si trova nel quartiere Floreasca ed è collegato alla via Giuseppe Verdi. Il terreno ha fatto parte della zona settentrionale dell’Ippodromo Floreasca, inaugurato nel 1922.


PRESENTE

PASSAGGIO BASARAB

Il passaggio sopraelevato Basarab è stato costruito al fine di fluidificare il traffico nella zona nord-ovest di Bucarest e di integrare l’anello interno di circolazione della città.


Spazi Urbani

MONUMENTO DEGLI EROI INFERMIERI

Opera dello scultore italiano Raffaello Romanelli, fu inaugurato nel 1932 e dedicato alla memoria dei medici, degli infermieri, delle suore volontarie che hanno salvato vite sui fronti della Prima Gue...


PROPRIETÀ ITALIANE

CIMITERO MILITARE ITALIANO

Il terreno sul quale si trova il cimitero fu dato in concessione all’inizio degli anni ‘20 all’Addetto per la Difesa della Legazione Reale italiana da parte della Società delle Sepolture dei Ca...


PROPRIETÀ ITALIANE

CONSOLATO GENERALE D’ITALIA IN ROMANIA

Nel 1923, il Comune di Bucarest cedette allo Stato italiano un terreno sito all’angolo delle vie Arhitect Ion Mincu e Barbu Ștefănescu Delavrancea, per costruirvi una nuova Scuola Italiana.


Spazi Urbani

VIA PRIMO NEBIOLO

Primo Nebiolo (1923-1999) è stato presidente della Federazione Mondiale di Atletica Leggera (1981-1999). Da giovane atleta, egli praticava il salto in lungo. È stato membro del Comitato Olimpico Int...


PALAZZI

CASA MARGHILOMAN

L’Ambasciata di Francia a Bucarest ha sede nella casa Marghiloman, risalente al 1846 e ampliata nel 1890, quando acquistò la sua forma attuale. L’edificio è appartenuto a Iancu Marghiloman, padr...